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Svolta sulla morte di Francesco Ancona dato per suicida nel 1987: indagata la moglie. I pm: «Fu avvelenato»

30 Ottobre 2026 - 18:24 Marco Fedeli
Francesco Ancona, l'operaio siciliano morto nel pavese 38 anni fa
Nel 1987, quando morì il caso fu ritenuto un suicidio, adesso invece la Procura di Pavia indaga per omicidio
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Dopo quasi quarant’anni si riapre il caso di Francesco Ancona, l’operaio trovato senza vita in un campo a Mortara l’11 febbraio del 1987. Secondo la Procura di Pavia, che ha riaperto il fascicolo inizialmente chiuso come suicidio, l’uomo sarebbe stato vittima di una violenta aggressione. A conferma di questa tesi la consulenza autoptica della professoressa Cattaneo. A essere iscritti nel registro degli indagati per il momento sono due persone, tra cui la moglie della vittima, indagata anche per il tentato omicidio del figlio. Inoltre, secondo gli inquirenti l’uomo negli ultimi giorni di vita avrebbe anche subito un tentativo di avvelenamento.

Che cosa sostiene la Procura

Stando alle prime indagini Ancona sarebbe morto lanciandosi contro un tir. Aveva problemi di salute ed era disoccupato e per questo si sarebbe tolto la vita. Secondo invece la nuova tesi della Procura il 48enne siciliano era stato prima avvelenato, poi picchiato violentemente e infine gettato sotto le ruote del camion, contando sul fatto le lesioni avrebbero cancellato quelle inferte in precedenza. Le indagini, inoltre, hanno permesso di ricostruire lo stato anomalo di debolezza fisica riscontrato negli ultimi giorni di vita di Ancona e di rilevare la presenza di benzina sul suo corpo. Questo, secondo la Procura, sarebbe compatibile con un tentativo di sbarazzarsi del corpo dandolo alle fiamme.

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