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Ravenna, il Comune vieta alle imprese di parlare con la stampa senza autorizzazione: multa da 600 euro. Il caso finisce all’Anac

29 Ottobre 2026 - 11:29 Costanza Saporito
Alessandro Barattoni, sindaco di Ravenna
Il capitolato dell'appalto per la gestione dei servizi di contrasto alla povertà estrema impedisce alla ditta vincitrice di rilasciare dati o interviste senza il via libera dell’amministrazione. Il presidente dell'Aster Paolo Maria Amadesi: «Assenza di trasparenza»
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L’Associazione stampa Emilia-Romagna (Aser) ha inviato una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione in merito alla decisione del Comune di Ravenna di vietare ai vincitori di un appalto per la gestione di servizi di contrasto alla povertà estrema di rilasciare dichiarazioni alla stampa senza la sua autorizzazione in qualità di ente appaltante. Lo riporta il Resto del Carlino. Per l’Aser, assistita dall’avvocato Valerio Vartolo, si tratta di una «lesione del diritto di cronaca, tutelato dall’articolo 21 della Costituzione, e del correlato diritto dei cittadini a una corretta, trasparente e tempestiva informazione».

Cosa prevede la clausola del capitolato di appalto inserita dal Comune

La vicenda risale a inizio ottobre, quando Palazzo Merlato ha inserito nel capitolato di un appalto per la gestione dei servizi di contrasto alla povertà estrema una clausola che vieta alla società che se lo aggiudicherà di «fornire agli organi di informazione qualsiasi notizia, dato, intervista o dichiarazione attinente il servizio svolto nei lotti di competenza, se non preventivamente e formalmente autorizzato dalla stazione appaltante», ossia il Comune. L’eventuale violazione della clausola prevede inoltre «una penale a carico dell’impresa responsabile» che, durante un question time, il consigliere comunale di FdI Renato Esposito ha quantificato in 600 euro.

Le dichiarazioni del presidente dell’Aser

Per il presidente dell’Aser, Paolo Maria Amadesi, «è assolutamente una mancanza di trasparenza. Parlare con i giornalisti è molto diverso dal trafugare documenti riservati». Da qui la scelta di segnalare il caso all’Anac: «Ci rivolgiamo a loro perché si occupano anche di valutazione e trasparenza delle amministrazioni pubbliche. Abbiamo l’impressione evidente che non si voglia garantire trasparenza nell’operato».

Nessun passo indietro da parte del Comune

Nel frattempo il Comune non ha riconsiderato la propria decisione: «Al nostro primo comunicato l’amministrazione ha risposto confermando la linea. Li abbiamo invitati a riformulare quell’articolo e abbiamo aspettato tre settimane, dopo aver detto che in assenza di risposte ci saremmo rivolti all’Anac», ha spiegato Amadesi. «Era un termine più che ragionevole, e il silenzio è da intendersi come un rifiuto. I cittadini hanno diritto a essere informati in modo corretto e puntuale e non si può credere, e nemmeno pensare, che la comunicazione possa essere affidata soltanto ai comunicati stampa», ha aggiunto, sottolineando che la segnalazione «era dovuta», tanto più che «in provincia di Ravenna, a Conselice, sorge il monumento alla libertà di stampa e in quel paese, grazie ad Aser, Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana, ndr) e Comune, è stato costituito l’osservatorio sulla libertà di stampa».

In copertina: Il sindaco del Comune di Ravenna Alessandro Barattoni

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