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Frontale in tangenziale a Cassano Magnago, muore donna di 69 anni: alla guida dell’altra auto c’era l’ex compagno. «Presa di mira e centrata»

17 Ottobre 2026 - 15:07 Cecilia Dardana
incidente cassano magnago
Quello che sembrava un tragico schianto stradale si trasforma in un'indagine per femminicidio. Pierina Dupon è morta sul colpo, ma i rilievi smentiscono l'ipotesi del malore. L'uomo, 73 anni, è piantonato in ospedale. I familiari: «La perseguitava da tempo»
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All’inizio sembrava soltanto una tragica fatalità, forse la sbandata causata da un improvviso malore al volante. Ma con il passare delle ore l’incidente avvenuto ieri mattina, 16 ottobre, lungo la tangenziale di Cassano Magnago, ha assunto i contorni di un omicidio premeditato. A perdere la vita nello scontro frontale è stata Pierina Dupon, 69 anni, madre di sei figli. Alla guida dell’altro veicolo coinvolto c’era il suo ex compagno di 73 anni, l’uomo che, secondo quanto denunciato dai familiari della vittima, non aveva mai accettato la fine del legame e continuava a molestarla. L’ipotesi investigativa che prende corpo ora dopo ora è quella del femminicidio, mascherato da incidente stradale.

I rilievi sulla carreggiata

L’allarme era scattato poco dopo le 9:20, con la mobilitazione dei vigili del fuoco, intervenuti con l’autoscala per estrarre la donna dalle lamiere accartocciate, e i soccorritori del 118 giunti con automedica ed elisoccorso. Per Pierina Dupon non c’è stato nulla da fare, è deceduta sul colpo. A ribaltare la dinamica dell’accaduto sono stati gli accertamenti tecnici condotti sul posto fino a sera dagli agenti della Polizia locale guidati dal comandante Raffaele Esposito. La traiettoria e la posizione dei veicoli hanno subito escluso l’errore o il malessere della donna. La 69enne si trovava regolarmente all’interno della propria corsia di marcia. A sterzare bruscamente invadendo la carreggiata opposta sarebbe stato invece il 73enne, piombato a tutta velocità contro la vettura dell’ex compagna senza lasciarle alcuna via di fuga. L’auto della vittima sarebbe stata letteralmente «presa di mira e centrata».

Il racconto dei figli: «Una relazione turbolenta, la perseguitava»

A indirizzare con decisione le verifiche sono state le testimonianze dei figli e dei parenti della vittima, noti ristoratori della zona. Appresa la notizia del decesso, i familiari si sono precipitati dalle forze dell’ordine per spiegare che quell’uomo al volante dell’altra macchina non poteva trovarsi lì per caso. Secondo quanto riferito dai parenti, e riportato da Il Giorno e La Prealpina, Pierina era vittima di reiterate condotte persecutorie da parte del 73enne. Una «relazione turbolenta» che la donna aveva tentato di troncare, sfociata in atteggiamenti assillanti per i quali sarebbe stata presentata anche formale denuncia per stalking.

I telefoni sequestrati e il fascicolo della Procura

Mentre la polizia ha posto sotto sequestro i telefoni cellulari della vittima e del conducente per ricostruire contatti, spostamenti e messaggi recenti, gli atti sono stati trasmessi d’urgenza al magistrato di turno della Procura di Busto Arsizio, Massimo De Filippo. Al momento il 73enne risulta formalmente indagato per omicidio stradale, ma la sua posizione potrebbe aggravarsi nelle prossime ore qualora emergesse la volontarietà del gesto. L’uomo, rimasto sempre cosciente e mai in pericolo di vita, è ricoverato e piantonato all’ospedale di Circolo di Varese per fratture e traumi agli arti in attesa di un intervento chirurgico. Una degenza che consente agli inquirenti di completare gli accertamenti prima di procedere con l’interrogatorio.

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