Così l’inflazione si mangia i bonus dei governi
L’inflazione si sta mangiando i bonus dei governi. Mentre l’aumento dei prezzi sembra irrefrenabile. Il Sole 24 Ore pubblica oggi i risultati di un’analisi sulle 50 agevolazioni fiscali più popolari. Ovvero dalla detrazione sugli abbonamenti di trasporto pubblico al bonus per gas e luce. Per le 28 misure di carattere fiscale i limiti di legge sono mediamente fermi da 16 anni. Mentre per i 22 aiuti legati all’Isee la “anzianità” di soglie e importi è poco superiore ai cinque anni.
Bonus e carovita
L’inflazione maturata nei settori economici ha abbattuto il potere d’acquisto anche in presenza di somme agevolate. Per esempio la detrazione del 19% per gli affitti degli studenti fuori sede si applica su un massimale di 2.633 euro, fermo dal 2007. Da allora, però, i canoni sono saliti del 33,5 per cento. La carta Dedicata a te da 500 euro che vengono caricati verso la metà del mese ha subito l’impatto dell’inflazione sugli alimentari, pari al 10,9%. Per mantenere lo stesso potere d’acquisto che avevano all’inizio del 2023 dovrebbero essere 555. Anche le spese agevolate dal fisco con detrazioni e deduzioni restano invariate per anni mentre i prezzi salgono.
Le spese per disabili e ragazzi
Un altro esempio sono i 18.075,99 euro per l’acquisto delle auto destinate ai disabili, che corrispondono ai 35 milioni di lire stabiliti nel 2000. Ma che non tengono conto del 53,8% di inflazione misurato dall’Istat. Cos’ come la spesa agevolata per le attività sportive dei ragazzi, fissata nel 2007 a 210 euro: una cifra che molte famiglie sforano facilmente e che, per tenere conto del caro vita, dovrebbe essere portata a 310 euro. Nel caso delle spese sanitarie invece è rimasta invariata la franchigia non detraibile di 129,11 euro stabilita nel 1997. Con l’allineamento all’inflazione arriverebbe a 168 euro.
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I contributi
E ancora: la deduzione dei contributi alla previdenza complementare è stata portata lo scorso 1° gennaio a 5.300 euro dopo essere sempre stata a 5.164,57 euro (10 milioni di lire). Le spese scolastiche sono state elevate da 800 a 1.000 euro dal 2025. Per i governi d’altronde è politicamente più efficace inventare un nuovo bonus invece di alzare il massimale di uno sconto esistente. Infine, ci sono tagli alle detrazioni per i redditi oltre i 75 mila euro o il bonus al 36% per i lavori su seconde case. Di fatto, l’unico limite ridotto negli ultimi anni è stato quello del bonus mobili, portato da 8mila a 5mila euro nel 2024.

