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Si dichiara omosessuale dopo 30 anni di matrimonio: la moglie va in Tribunale e chiede 50mila euro per i figli mai avuti

19 Ottobre 2026 - 15:05 Michela De Marchi Giusto
Donna chiede 50 mila euro di risarcimento per i figli mai avuti
Secondo la donna, la rivelazione del marito le ha portato una sindrome depressiva con un calo psico-fisico nel quotidiano. La vicenda si è conclusa con un accordo privato dell'ex coppia
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Ha rifiutato per anni di avere un figlio con la moglie e poi si è rivelato omosessuale. Per questo la donna, che aveva più volte espresso il desiderio di allargare la famiglia, ha portato in Tribunale a Pistoia il compagno e ha chiesto un risarcimento di 50mila euro.

Il rifiuto costante dell’uomo di avere figli

La coppia era sposata da 30 anni e si era stabilita in Toscana. Come ricostruito davanti agli avvocati, dopo i primi anni di matrimonio, la donna aveva iniziato a parlare della possibilità di avere un figlio, ma il marito aveva respinto fin da subito l’idea. Un rifiuto continuo che, ha riferito la moglie, aveva portato a un peggioramento della loro relazione anche dal punto di vista intimo, che è stato definito come «non soddisfacente».

Il sogno di avere un bambino, però, non era svanito nella donna, che vedendo impossibile una procreazione fisica si era informata sul congelamento degli ovuli e sulla fecondazione in vitro. Anche queste opzioni, però, erano state rifiutate dal marito. Poi, dopo anni di matrimonio e di “no” alla possibilità di avere una famiglia insieme, l’uomo si è dichiarato omosessuale. Alla moglie ha spiegato di aver conosciuto un altro ragazzo e che con lui voleva costruire il proprio futuro.

Cosa contesta la donna in Tribunale

La notizia è stata vissuta negativamente dalla donna, che ha riferito di aver sviluppato una sindrome depressiva con un calo psico-fisico nel quotidiano. Portando la questione in Tribunale, ha accusato il marito di essere la causa di «danni patrimoniali, biologici e non patrimoniali derivanti dalla lesione di diritti inviolabili della propria persona» come riporta il Corriere della Sera. In particolar modo faceva riferimento al «diritto della famiglia, alla salute, alla sessualità e alla procreazione». E questo era da collegarsi proprio alla «condotta illecita tenuta dal marito, il quale non la avrebbe informata, né prima né durante il matrimonio, della propria omosessualità».

L’accordo finale senza il risarcimento richiesto

Per l’uomo, invece, il matrimonio stava subendo una fase di difficoltà già da anni e per questo i due avevano scelto di vivere separati. Inoltre, la moglie in quel periodo aveva avuto anche una relazione parallela e non poteva costringerlo ad avere rapporti sessuali. Questi motivi, secondo lui, sarebbero stati sufficienti per portare alla rottura. La donna ha chiesto al giudice un risarcimento di 50mila euro di danni, ma dopo mesi di trattative l’ex coppia ha raggiunto un accordo privato.