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Dopo l’addio a Report, Ranucci torna a Rainews24: «Dopo giorni tormentati scelgo di tornare al porto da cui ero salpato»

20 Ottobre 2026 - 11:43 Costanza Saporito
sigfrido ranucci
Dopo il no del tribunale al reintegro, e scartati la corrispondenza dal Cairo e il Tg3, l’ex conduttore di Report, rimosso dopo l’arresto di Lavitola, annuncia il ritorno alla testata dove arrivò nel 1999
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«Dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a Rainews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report». Sigfrido Ranucci ha sciolto le riserve sul suo futuro lavorativo e ha affidato l’annuncio a un post pubblicato sul suo profilo Instagram. Il conduttore, rimosso dai vertici Rai a fine agosto dalla guida del programma di inchieste dopo l’arresto dell’«amico fraterno» Valter Lavitola, indagato dalla procura di Roma come mandante dell’attentato dell’ottobre 2025 ai suoi danni, aveva fatto ricorso al tribunale del Lavoro chiedendo di essere reintegrato con effetto immediato nelle funzioni di autore e conduttore di Report. Il tribunale aveva però rigettato l’istanza e il giornalista si è trovato a dover scegliere tra i tre incarichi proposti dalla Rai: «La sede del Cairo in qualità di corrispondente, il Tg3 a disposizione del direttore oppure Rainews24 con delega agli approfondimenti».

Il post di Sigfrido Ranucci su Instagram

Su Instagram Ranucci ha ringraziato «il direttore Luca Terzulli e i colleghi del Tg3» per avergli aperto, in un momento «così complicato» della sua vita professionale, le porte di quella testata dove trentasei anni fa aveva «mosso i primi passi: prima come assistente ai programmi, poi come giornalista». La scelta di tornare a Rainews24, ha scritto, è arrivata al termine di «giorni tormentati». Il giornalista ha quindi ricordato il suo approdo al canale all-news, nel 1999, e il successivo passaggio a Report: «Milena Gabanelli mi chiamò dopo aver realizzato l’inchiesta che denunciò l’uso di armi chimiche da parte degli Stati Uniti, il fosforo bianco, a Falluja: un lavoro realizzato tra il 2004 e il 2005 che, per la prima volta nella sua storia, portò il nome della Rai nel mondo con uno scoop internazionale. Armi tremende che ancora oggi, nel silenzio degli indecenti, vengono usate da Israele a Gaza e in Libano».

L’esperienza di Ranucci a Rainews24 alla fine degli anni novanta

All’epoca, ha spiegato Ranucci, «il mio direttore era Roberto Morrione, il mio maestro. Insieme realizzammo molte inchieste: sull’uso dei proiettili all’uranio impoverito, sulla vera natura della missione militare a Nassiriya e, soprattutto, quella che nel 2000 portò al ritrovamento dell’intervista perduta al giudice Paolo Borsellino. In quell’intervista, realizzata appena due giorni prima della strage di Capaci, il magistrato parlò per la prima volta dei rapporti tra la mafia e i fratelli Dell’Utri, e della figura di Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore. Oggi il direttore è Federico Zurzolo, che ringrazio per la fiducia. Ritroverò tanti vecchi compagni di quella Rainews appena nata che alla fine degli anni Novanta, come una nave corsara, solcava il mare in tempesta dell’informazione».

Il lavoro svolto a Report

A conclusione del post ha nuovamente rivendicato l’importanza del lavoro svolto a Report: «Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo e di aver contribuito per vent’anni al successo di una trasmissione come Report, che è il fiore all’occhiello della televisione pubblica e del giornalismo d’inchiesta nazionale e internazionale». La scorsa settimana il giornalista aveva scelto di salutare il suo pubblico con lungo post di commiato su Instagram accompagnato da un video in cui si vedeva mentre faceva gli scatoloni (senza mostrare il volto) e lasciava la redazione.

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