Sigfrido Ranucci fa gli scatoloni, l’addio dall’ufficio di Report e la citazione di un funerale: «Su di me modalità mostruose» – Il video
Avrebbe voluto salutare il suo pubblico dagli studi di Report, ma deve farlo dai suoi social Sigfrido Ranucci, che ha pubblicato un video sui suoi profili in cui si vede mentre fa gli scatoloni (senza mostrare il volto) e lascia la redazione. Il giornalista lo accompagna con un lungo post di commiato. La rimozione era stata decisa dalla Rai lo scorso agosto, dopo l’esplosione del caso sui suoi rapporti con Valter Lavitola, e il tribunale del Lavoro di Roma l’ha ora confermata.
Cosa scrive Ranucci nel post d’addio
Il conduttore parte dal bilancio di due decenni: «Finisce una storia durata vent’anni. Raccolgo i ricordi che mi hanno accompagnato in circa 500 puntate di Report». Dice di aver messo in conto una conclusione simile e di essersi figurato «tanti scenari», ma di non aver «mai» pensato a «modalità così mostruose».
Il rifiuto di pentirsi: «Rifarei tutto»
Nessun rimpianto, almeno a leggere il testo: «Rifarei tutto, perché ho scelto di difendere dei principi». Ranucci rivendica di non aver piegato la schiena davanti a nessuno, nemmeno davanti alle sue «paure o incertezze», anche quando sarebbe stato più comodo e gli avrebbe portato «delle utilità». Scegliere, aggiunge, serve a volte a spiazzare e a trasformarsi in «pastori maremmani per indicare la strada agli altri». Il riferimento è all’amore per la libera informazione e per lo spirito del servizio pubblico, per la Rai.
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L’omaggio ad Agnès Lassalle e il ringraziamento al pubblico
Ma perché ha scelto il brano “L-O-V-E” di Nat King Cole come sottofondo per il suo addio? Ranucci lo spiega con una storia di cronaca francese. Ai funerali di Agnès Lassalle, l’insegnante di spagnolo di Saint-Jean-de-Luz uccisa con una coltellata al cuore da un sedicenne, il compagno Stéphane Voirin ha reso omaggio alla donna ballando da solo davanti alla bara sulle note di “L-O-V-E” di Nat King Cole, la loro canzone. A un certo punto tutti i presenti hanno cominciato a danzare, e la commozione si è trasformata in condivisione. Ranucci promette di fare lo stesso: «Trasformare il dolore in resilienza», con l’auspicio di rivedere i suoi spettatori «prima o poi». Si dice dispiaciuto di non aver potuto salutare dallo studio di Report e conclude: «Separarsi, a volte, è un dolore così dolce. Ma non si vede bene che con il cuore». Ringrazia infine chi lo ha seguito con «passione» e «dedizione» e che, «nonostante tutto», gli dà ancora sostegno.

