Ranucci testimone al processo Boccia-Sangiuliano, le accuse di stalking e diffamazione: in aula anche Arianna Meloni e il ministro Giuli
È iniziato oggi, martedì 6 ottobre, il processo a Maria Rosaria Boccia, accusata di stalking aggravato, lesioni, interferenze illecite nella vita privata ai danni dell’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Il caso, esploso nell’estate del 2024, portò alle dimissioni dell’esponente di Fratelli d’Italia. A indicare la direzione che potrebbe prendere il dibattimento è anche l’elenco dei testimoni accolti dalla Corte. Tra i nomi ci sono Sigfrido Ranucci, che con Report diffuse un audio della stessa Boccia, e Andrea Biavardi, direttore di Oggi, che pubblicò le fotografie dell’imputata durante la vicenda della presunta gravidanza.
È stato indicato anche Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai. Sul versante politico saranno ascoltati Arianna Meloni, sorella della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dirigente di FdI, e Alessandro Giuli, ministro della Cultura. Tra i testimoni ci sarà lo stesso Sangiuliano, parte civile nel processo insieme alla moglie e all’ex capo di Gabinetto del dicastero, Francesco Gilioli. A Boccia sono contestati anche i reati di diffamazione e false dichiarazioni nel curriculum in relazione all’organizzazione di alcuni eventi.
Lo scontro sulle telecamere in aula e la richiesta di porte chiuse
Le liste sono state presentate alla prima udienza del procedimento in cui il giudice monocratico si è riservato di decidere sulla richiesta relativa alla presenza delle telecamere in aula. Hanno infatti chiesto di poter effettuare riprese Radio Radicale, Un giorno in Pretura e Le Iene. In questo processo è la difesa dell’imputata a insistere per la pubblicità delle udienze. La Procura – scrive la Repubblica – si è opposta alle riprese de Le Iene. La pm ha spiegato che, alla luce delle recenti interviste, occorre verificare se esista un «rapporto contrattualistico tra l’imputata e la trasmissione». Il timore espresso in aula è che possa esserci una «vicinanza della trasmissione all’imputata che esula dai criteri giornalistici». Le parti civili si sono invece opposte alla presenza delle telecamere e, quasi tutte, hanno chiesto che il processo venga celebrato a porte chiuse. Su questo punto la Corte deciderà successivamente.
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Il processo e le accuse
Il procedimento trae origine dall’esposto presentato dall’ex titolare del Mic alcune settimane dopo il caso scoppiato attorno alla mancata nomina di Boccia a consigliera del ministero. Una vicenda che portò alle dimissioni di Sangiuliano. Secondo l’impianto accusatorio, l’imprenditrice avrebbe posto in essere nei confronti dell’ex ministro una serie di «condotte reiterate ossessive e di penetrante controllo della vita privata, professionale e istituzionale», provocandogli un grave e perdurante stato di ansia e paura. Per i pm tale situazione avrebbe determinato «forte stress, dimagrimento e persino pensieri suicidari», inducendo Sangiuliano ad alterare le proprie abitudini di vita e, infine, a rassegnare le dimissioni dall’incarico ministeriale.
Gli inquirenti contestano inoltre a Boccia comportamenti finalizzati «a ottenere un incarico fiduciario presso il ministero» e «un progressivo controllo delle attività e delle relazioni professionali» dell’allora ministro. Nelle carte si fa riferimento anche a pressanti richieste di accesso al telefono cellulare utilizzato da Sangiuliano per contatti istituzionali e personali. Tra le accuse figura il reato di lesioni aggravate, legato a un episodio che sarebbe avvenuto a Sanremo quando, secondo la denuncia, Boccia avrebbe colpito l’ex ministro provocandogli una ferita alla testa.
Il calendario del processo e l’attacco della difesa sull’accusa di stalking
Il processo è stato aggiornato al 15 gennaio. La prossima udienza sarà dedicata all’ascolto della moglie di Sangiuliano. L’ex ministro sarà invece sentito il 5 febbraio. Al termine dell’udienza, l’avvocato dell’imputata Francesco Di Deco ha contestato la richiesta di celebrare il processo a porte chiuse, richiamando l’esposizione pubblica avuta dalla vicenda. «Rosaria Boccia è nota oggi alle cronache perché Gennaro Sangiuliano è andato al Tg1 e ha impegnato la rete pubblica 20 minuti e ha portato allo scoperto il ruolo di Maria Rosaria Boccia. Adesso che c’è la possibilità di ristabilire la verità in contraddittorio viene chiesta l’audizione a porte chiuse, oggettivamente è fuori da ogni logica», ha detto.
Di Deco, insieme all’avvocato Sapia, ha inoltre contestato la ricostruzione dello stalking: «Ci si immagina che lo stalking coinvolga una persona che segue, che fa appostamenti, che manda messaggi, che fa telefonate ma nulla di questo è stato contestato né prima e di conseguenza neanche successivamente al rinvio a giudizio della dottoressa Boccia», ha concluso.
Foto copertina: ANSA | L’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e l’imprenditrice Maria Rosaria Boccia

