La redazione di Report: «Mai sfiduciato Ranucci, non prendiamo ordini dalla politica. Alle polemiche risponderemo con le inchieste»
«Nessuno di noi ha mai sfiduciato Sigfrido, né ha mai chiesto la sua rimozione». All’indomani dell’ordinanza del Tribunale di Roma che ha respinto l’istanza di Sigfrido Ranucci per il reintegro alla conduzione di Report, la redazione del programma Rai torna sulle polemiche scoppiate dopo l’arresto di Valter Lavitola. «Si chiude una vicenda che per tutti noi è stata dolorosa. In questi mesi è stata alimentata la narrazione di una redazione spaccata, divisa tra traditori e collaborazionisti. Non è così. Alle polemiche risponderemo come abbiamo sempre fatto: con le inchieste», si legge in una nota della squadra di Report.
La nota della squadra di Report
«Già a giugno, prima dello scandalo Lavitola – continua la squadra di Report in una nota – il gruppo degli inviati aveva proposto di affiancare a Sigfrido due coautori nella gestione del programma. La proposta, tuttavia, non aveva avuto seguito. Poi a luglio tutta la squadra aveva avanzato una nuova proposta che prevedeva due coautori al suo fianco e un coordinamento della redazione e degli inviati. L’abbiamo discussa e votata in assemblea, alla luce del sole, quasi all’unanimità. Lo scopo era uno solo: non lasciarlo solo nel momento più difficile e mettere in prima linea la squadra, a protezione del programma».
Quella proposta, ricostruiscono ancora i giornalisti del programma, «non è stata accolta e forse non è stata compresa. Ma nessuno di noi ha mai sfiduciato Sigfrido, né ha mai chiesto la sua rimozione. Le decisioni sulla conduzione le ha prese l’azienda e ci siamo battuti perché non fosse minacciata l’autonomia e l’indipendenza del nostro lavoro. Report non prende ordini dalla politica, né da chi ha chiesto di cambiarlo né da chi lo difende. Report non è influenzabile da poteri più o meno forti né da gruppi di interesse. È sempre stato un lavoro collettivo e continuerà a esserlo».
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Foto copertina: ANSA/Alessandro Di Meo

