Studenti in Dad per il caro carburante, la decisione del rettore alla Federico II di Napoli non piace agli studenti. Scatta l’occupazione: «Non basta»
L’università Federico II di Napoli è stata occupata dagli studenti e le attività nella sede di Porta di Massa sono state interrotte. «Per una vita degna, per una vita bella: Federico II occupata verso lo sciopero generale del 30 ottobre», si legge sullo striscione affisso all’ingresso. La mobilitazione è promossa dal Collettivo Autorganizzato Universitario Napoli (CAU) e da Ecologia Politica Napoli (Ecopol). «Scaffali vuoti nei supermercati, benzina diventata un bene di lusso, affitti triplicati, pomodori a 10 euro al chilo, trasporti pubblici fermi. E oggi la Federico II manda una comunicazione a tutti gli studenti: didattica in presenza interrotta, da domani tutti in DaD», dichiarano gli studenti in occupazione. Nei giorni scorsi, è stata occupata anche una sede dell’ateneo Orientale a Napoli.
«Non ci accontentiamo di misure tappabuchi»
«In un Paese al collasso, l’ultima risposta di questo governo è un decreto sicurezza, l’ennesimo. Di fronte al disagio di lavoratori, precari, giovani e studenti, l’unica risposta è una cieca repressione. Come studenti, dalle scuole alle università, sappiamo come stanno le cose: le condizioni in cui viviamo non sono piovute dal cielo e non saranno misure tappabuchi a rispondere a un disagio che non è nato nelle ultime settimane», proseguono in un comunicato.
Perché l’università ha messo la didattica a distanza
La decisione di passare alla didattica a distanza, spiega l’ateneo, è stata presa per limitare i disagi legati alle difficoltà di raggiungere le sedi universitarie, in seguito alle agitazioni e ai problemi di approvvigionamento di carburante. La misura resterà in vigore fino a nuova comunicazione. Gli esami già programmati potranno svolgersi in presenza, compatibilmente con le condizioni organizzative e la disponibilità dei docenti. Per gli studenti impossibilitati a raggiungere le sedi saranno organizzate in tempi rapidi sedute straordinarie di recupero, con date e modalità che verranno comunicate successivamente. Le sedute di laurea già calendarizzate si terranno invece regolarmente in presenza.

La reazione degli studenti alla Dad
«Nell’e-mail del rettore Mazzucchi leggiamo che la didattica a distanza serve a “mitigare i disagi per la comunità universitaria”. Ma questi disagi non iniziano oggi e non sono il frutto di una situazione straordinaria. Sono il prodotto di precise scelte politiche: il definanziamento dell’università pubblica a favore della guerra, con almeno 4 miliardi di euro alle armi nella prossima Finanziaria; il diritto allo studio che diventa un privilegio in città mangiate dalla speculazione dei grandi privati; un Paese dove i salari sono fermi da trent’anni e dove tutto costa sempre di più, persino il pane», commentano gli studenti. «Siamo una generazione che cresce nella mobilitazione ed è sempre più consapevole della propria forza. Dal genocidio in Palestina alla guerra, dalla crisi climatica al carovita, abbiamo visto le cause di questa crisi, a cui nessuno, con il governo Meloni in prima fila, vuole dare risposta», concludono.

