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Sergio Mattarella sui giovani dopo le proteste: «Non si guardi a loro con indifferenza o meschina sottovalutazione»

21 Ottobre 2026 - 15:13 Giovanni Ruggiero
Sergio Mattarella
Quella delle nuova generazioni è per il capo dello Stato una «priorità sociale». Scuola, lavoro e coesione sociale: cosa ha detto il capo dello Stato ai nuovi Cavalieri del Lavoro
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«La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione» dice il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto alla cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine «Al Merito del Lavoro». Le parole del Capo dello Stato arrivano a ridosso dei fatti di Milano, che hanno portato il governo a varare un nuovo decreto sicurezza.

Perché i giovani sono una priorità sociale

Per Mattarella si tratta di «una grande questione sociale», una «priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società». Le prospettive dei ragazzi, ha spiegato, sono «cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita». Il presidente ha poi indicato due ostacoli al dialogo tra generazioni: lo squilibrio demografico e le accelerazioni tecnologiche, che rendono «più problematica» l’alleanza tra giovani e adulti. Da qui l’appello a un «opportuno e coinvolgente incontro tra generazioni». Tra i punti fermi, ha ricordato come diritto al lavoro e diritto alla scuola debbano realizzarsi «necessariamente insieme», perché è «nella coesione che una società cresce meglio e di più».

Le migrazioni giovanili e il ritorno in Italia

Tra i temi toccati c’è anche quello dei ragazzi che lasciano l’Italia per cercare nuove opportunità di lavoro. Il presidente lo ha definito un «grave peso», parlando del bilancio negativo delle migrazioni giovanili. E ha aggiunto: «Molti giovani rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare». Mattarella ha ringraziato il presidente della Federazione nazionale Cavalieri del lavoro, Ugo Salerno, e ha rilanciato l’idea di creare le condizioni per rendere attraente il rientro. Sul fronte delle imprese, ha ricordato che «generano valore ma non fanno tutto da sole» e che hanno bisogno di un «terreno fertile». Al centro, il capitale umano: persone messe nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere «libere dal bisogno».

Malessere, insicurezza e scelte di lungo periodo

Le «scelte congiunturali» sono «necessarie», ma da sole non bastano. Il capo dello Stato chiede «uno sguardo di ampia visione», con strategie capaci di farsi carico del malessere e del senso di insicurezza per il futuro che i giovani avvertono spesso, oltre al timore di asservimento o di emarginazione, «tanto più in questi tempi così tumultuosi e incerti». Il discorso si è poi allargato allo scenario internazionale, dalle guerre di aggressione ai rincari dell’energia, fino alle pretese dei «cosiddetti magnati» in settori strategici.