Quattro italiane fermate in Cisgiordania: «Saranno espulse». L’idf e l’accusa di terrorismo contro gli attivisti che seguivano la raccolta delle olive
Gli attivisti stranieri fermati in Cisgiordania verranno allontanati da Israele, tra loro dovrebbero esserci anche quattro italiane. Lo scrive la polizia israeliana in una nota: «Gli attivisti stranieri fermati sono in procinto di essere espulsi immediatamente da Israele». Il comunicato accusa il gruppo di aver violato la legge «nascondendosi dietro la raccolta delle olive». Secondo la polizia, gli attivisti sono entrati senza coordinamento in una zona militare chiusa, rifiutando gli ordini dell’Idf. Il bilancio è di 11 attivisti stranieri e un palestinese fermati a Hebron. La nota aggiunge che «alcuni di loro sono coinvolti nella promozione del terrorismo, l’esaltazione di attentatori e in attività di organizzazioni ostili a Israele».
L’intervento della Farnesina per evitare l’espulsione
Le quattro connazionali sono state bloccate nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron. A diffondere la notizia era stata la Farnesina, che ha chiesto chiarimenti a Israele. Come riferisce il ministero degli Esteri, l’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il consolato generale a Gerusalemme sono entrati subito in contatto con le autorità israeliane per avere informazioni urgenti sulle circostanze del fermo e sulla situazione delle italiane. Al momento, spiega la Farnesina, è arrivata la conferma che le quattro si trovano in una stazione di polizia.
Il fermo di massa del giorno prima e il caso dei Tartarotti
Quello di oggi segue un’altra operazione, condotta dall’Idf su larga scala, che aveva portato al blocco di circa 90 volontari. Tra loro c’era anche Brad Lander, candidato democratico al Congresso degli Stati Uniti, poi rilasciato insieme a decine di altri attivisti ma con severe restrizioni di movimento. Nelle stesse ore sono stati trattenuti ed espulsi due italiani di Bolzano, padre e figlio: Manuel e Alberto Tartarotti, di 35 e 67 anni. Erano arrivati in Cisgiordania per consegnare fondi umanitari e sostenere la raccolta nei campi. Dopo ore di detenzione, sono stati allontanati dal Paese con il divieto di rientro in Israele per dieci anni.
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Per la Cisgiordania la stagione della raccolta è da sempre un periodo delicato, con un alto rischio di incidenti. Nelle ultime settimane gli attacchi dei coloni estremisti sono aumentati. L’episodio più recente risale allo scorso fine settimana, quando è rimasta ferita una fotoreporter del Wall Street Journal e sono state assaltate alcune auto diplomatiche europee

