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Scontri a Milano, altri minori in carcere. Cosa ha deciso il gip sui 35 arrestati. Un 18enne con la lama da 15 cm arrivato da Brescia: «Ero curioso»

22 Ottobre 2026 - 19:43 Giovanni Ruggiero
Scontri a Milano 18 ottobre 2026
Scattano i controlli sulle famiglie per i ragazzi sotto ai 14 anni fermati dopo la guerriglia del 17 ottobre a Milano. Il caso del neomaggiorenne arrestato per devastazione e saccheggio: perché il giudice ha deciso di tenere in carcere
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Ci sono altri tre minorenni per cui è stata disposta la custodia cautelare in carcere dopo la guerriglia dello scorso weekend a Milano. Per altri 21 il giudice ha scelto i domiciliari, nella forma prevista dal procedimento minorile, oppure il collocamento in comunità. Lo comunicano oggi 22 ottobre il Tribunale e la Procura per i minorenni di Milano, che con una nota rendono noti gli esiti delle ultime 24 udienze di convalida, tutte legate ai disordini dell’ultimo fine settimana.

Quanti sono i ragazzi arrestati per le devastazioni del 17 e 18 ottobre 2026 a Milano

Il bilancio complessivo parla di 35 minori fermati tra sabato e domenica. Per 11 di loro, quelli finiti in manette il sabato, nei giorni scorsi erano già state decise misure come gli arresti domiciliari o il collocamento in comunità. Gli aggiornamenti sui numeri e sui provvedimenti cautelari per tutti i 35 arrestati sono contenuti nello stesso comunicato diffuso da Tribunale e Procura.

Per chi il giudice ha deciso il carcere e perché

Si sono resi responsabili delle condotte più violente, in particolare per quanto riguarda il reato più grave contestato, ossia quello di devastazione e saccheggio. È per questo motivo che per tre dei 24 minorenni arrestati domenica scorsa, nel secondo giorno di guerriglia urbana a Milano, il Tribunale per i minorenni ha deciso di applicare la custodia cautelare in carcere. A incidere, in alcuni casi, sono stati anche i precedenti penali dei ragazzi.

Nei casi di responsabilità non altrettanto gravi, infatti, i giudici hanno ritenuto più adeguata la misura «della permanenza in casa», ossia i domiciliari, «tenuto conto della mancanza di procedimenti penali pendenti, del percorso scolastico in essere e anche dell’idoneità dell’ambiente familiare a farsi carico in modo scrupoloso e attento degli obblighi di vigilanza previsti dalla legge, ad accrescere le capacità di contenimento e controllo sulla condotta di vita dei minori e a collaborare con i Servizi per l’attuazione di interventi rieducativi». Misura «accompagnata dall’immediata ripresa del percorso scolastico” e dalla “attivazione di un sostegno psicologico per consentire il superamento dello stallo evolutivo in cui appaiono imbrigliati gli indagati». Il collocamento in comunità, invece, è stato disposto nei casi in cui il contesto familiare non era adeguato.

Cosa succede ai minori sotto i 14 anni

Nella nota c’è un passaggio dedicato ai ragazzi che non hanno compiuto 14 anni. Hanno «tenuto comportamenti, che se fossero ultraquattordicenni sarebbero considerati procedibili penalmente», ma non sono imputabili. In questi casi la Procura agirà «con le modalità solitamente adottate», cioè con «indagini anche socio-familiari», interrogatori dei ragazzi e, se verrà ritenuta la pericolosità sociale, con la richiesta di misure di sicurezza o di apertura di procedimenti amministrativi. Possibili anche interventi «sulla responsabilità genitoriale». Tutto sarà trasmesso «al Tribunale per i Minorenni che conseguentemente adotterà gli opportuni provvedimenti».

Il caso del 18enne con il coltello

Tra le ordinanze emerge quella della gip di Milano Maria Idria Gurgo di Castelmenardo, che ha confermato il carcere per un 18enne nato in Tunisia. Il giovane è accusato di resistenza pluriaggravata e di devastazione e saccheggio per l’assalto a un negozio Foot Locker. Nel capitolo sulle esigenze cautelari la giudice scrive che aveva con sé, «nella tasca destra dei pantaloni», quindi «in posizione tale da risultare pronto all’uso», un «coltellino» di cui «non ha saputo giustificare il motivo del possesso in strada». Nel verbale d’arresto si parlava di un «coltello pieghevole» da 15 centimetri.

Perché il giudice ha scelto la custodia in carcere

Il ragazzo ha spiegato di essere in centro con alcuni amici «per soddisfare un desiderio di curiosità». Secondo la gip, però, potrebbe essere arrivato «appositamente» da un paese del Bresciano. È incensurato, ma era già stato «segnalato» per rapina e furto. La giudice ritiene che, come altri, possa essere ancora «attratto dal richiamo dei social network che invitano i giovani a rendere “permanente” la mobilitazione e a mantenere un profilo decisamente violento e insurrezionale».