Ultime notizie AutotrasportatoriGiorgia MeloniGiovaniSigfrido RanucciUcraina
ATTUALITÀCarcereGiovaniInchiesteMilanoScontri

«Volevo sentirmi vivo e provare emozioni», «io spinto dall’euforia»: cosa hanno detto al gip due giovani arrestati per l’assalto al Decathlon di Milano

22 Ottobre 2026 - 13:39 Antonia Verderosa
Gli interrogatori di due giovani presenti agli scontri del weekend a Milano
I due ragazzi sono accusati di aver partecipato al saccheggio del negozio di piazza Cairoli. Domiciliari per un 21enne, carcere per un 18enne. La gip mette in guardia sul ruolo dei social nelle violenze dei giovanissimi
Google Preferred Site

«Volevo sentirmi vivo e provare emozioni». È così che un 21enne milanese ha spiegato alla giudice la sua partecipazione agli scontri del 18 ottobre nel centro di Milano. Il ragazzo, entrato con un passamontagna nel Decathlon di piazza Cairoli insieme ad altri giovani, avrebbe portato via dal negozio anche «un accappatoio e una salvietta da bagno». Arrestato per l’assalto al punto vendita, devastato e saccheggiato durante i disordini, è finito ai domiciliari. È quanto emerge dall’ordinanza della gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo, che ha disposto invece il carcere per un altro ragazzo di 18 anni, nato in Svizzera e accusato per gli stessi fatti. Il 21enne, incensurato, era già stato messo ai domiciliari dopo l’arresto di domenica. Nel confermare la misura, la giudice ha tenuto conto anche del fatto che il ragazzo vive con i familiari e della necessità di proseguire i «percorsi di cura» già intrapresi per pregressi problemi psichiatrici.

Il 18enne arrivato dalla Svizzera: «Spinto dall’euforia»

Il 18enne, invece, pur avendo capito di trovarsi in una «situazione potenzialmente violenta», ha scelto comunque di prendervi parte, «per curiosità e spinto dall’euforia». Secondo quanto ricostruito, era arrivato «appositamente» dalla Svizzera per partecipare ai disordini. Durante l’interrogatorio non avrebbe mostrato alcun «pentimento o dispiacere». Per la gip, il giovane non si sarebbe ancora reso conto della gravità di quanto fatto. La giudice lo definisce un «violento», che potrebbe trovare «con estrema facilità e frequenza» nuove occasioni per dare sfogo ai propri «istinti ai danni di altri». Da qui la decisione di disporre la custodia in carcere.

Il ruolo dei social negli scontri di Milano

Nell’ordinanza la giudice si sofferma anche sul ruolo dei social network. I raduni di «ampie frange di giovani e giovanissimi», indotti dalle piattaforme a partecipare a «condotte di dissenso insurrezionale», possono diventare un «detonatore esponenziale di violenza», si legge. Per il 18enne, in futuro, potrebbe essere valutata una richiesta di arresti domiciliari, purché in un contesto familiare adeguato e con un sistema di controllo che impedisca di riprendere i contatti sui social con la rete attraverso cui vengono organizzate le manifestazioni.

Il bilancio delle proteste a Milano

Le decisioni arrivano dopo un fine settimana di scontri e saccheggi nel centro di Milano. Secondo il bilancio delle forze dell’ordine, soltanto nella giornata di domenica 18 ottobre sono state accompagnate in questura 271 persone, tra cui 220 minorenni. Gli arrestati sono stati 32, di cui 23 minorenni, mentre 14 agenti sono rimasti feriti.


 

leggi anche