«Riconosciuto da quegli occhi inconfondibili», parla la preside dell’11enne tra i devastatori di Milano: «I docenti piangevano per l’impotenza»
«I suoi occhi, bellissimi, sono inconfondibili». Da questo dettaglio la preside di un istituto comprensivo del quartiere Barona ha riconosciuto il suo alunno, l’11enne «casseur» immortalato durante gli scontri di Milano dello scorso weekend mentre fugge con merce rubata e cerca di sfondare le vetrine dei negozi. Dopo le devastazione in centro città, lunedì 19 ottobre nell’istituto c’è stato «uno scoramento generale» con «docenti che piangevano per il senso di impotenza della scuola, di fronte a dinamiche estranee». In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, la preside ha raccontato di aver parlato dell’accaduto ai ragazzi, precisando che «c’è una linea di demarcazione ben netta tra bene e male e che chi ruba commette un reato, che porta a conseguenze importanti. Anche penali».
Come l’istituto ha reagito agli scontri di Milano
Quel lunedì il bambino era in classe «come se il giorno prima non fosse accaduto nulla». Poi sui social hanno iniziato a circolare dei video, in cui compariva anche l’11enne che è stato riconosciuto dalla preside dell’istituto e da altri suoi compagni dai suoi occhi azzurri. «È uno dei momenti più brutti che ho vissuto nella mia carriera», dice in nell’intervista al Corriere della Sera. Allo studente nessuno ha ancora chiesto perché abbia partecipato agli assalti. «Lo faranno i suoi docenti di riferimento, nei prossimi giorni. Non so se ci risponderà», sostiene la dirigente, che specifica «dubitiamo che si sia reso conto» di ciò che ha fatto. Nel mentre, i compagni «si sono spaventati», il clima in classe è cambiato e la situazione allarma anche la dirigente dell’istituto. «Temiamo che il vedersi famoso sui social sia controproducente per lui e non comprenda».
Com’era l’11enne in classe
Al Corriere, la preside ripercorre l’arrivo dell’11enne nell’istituto, avvenuto quattro anni fa quando ha lasciato il Marocco. «Non è chiaro se in Marocco frequentasse regolarmente la scuola. – spiega – Accanto ai corsi di alfabetizzazione, dalla prima media è stato avviato per lui un progetto educativo personalizzato». Un investimento che per il corpo docenti è stato anche «emotivo», come riferisce la preside, di fronte a un bambino con «delle fragilità» e che ancora adesso «non parla bene in italiano, fatica a stare in classe tutte le ore». Nonostante queste difficoltà, però, l’11enne «non ha mai fatto vandalismi o rissa, frequenta con piacere ed è molto legato ai suoi insegnanti di riferimento, quelli che lo seguono anche in rapporto uno a uno».
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Come proseguirà il percorso a scuola del ragazzo
Per la preside, il giovane è «un ragazzino bellissimo e dolcissimo, ma che, diciamo noi, “gioca in un altro campionato”, che non è quello dei ragazzi della sua età». Dopo gli scontri, la scuola ha deciso «che proseguirà il suo programma didattico rinforzato, ma rimanendo fuori dalla classe». Termina la preside: «La scuola ha fatto di tutto, da parte nostra c’è stata grande volontà di aiuto e ausilio. Ora continueremo».

