Scontri a Milano, i pm chiedono il carcere per 11 maggiorenni
La procura di Milano ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per cinque maggiorenni, ragazzi tra i 18 e i 20 anni. I cinque sono stati arrestati sabato per la guerriglia urbana in centro. Sono accusati, a vario titolo, di resistenza pluriaggravata e devastazione e saccheggio. La richiesta, firmata dalla pm Giovanna Cavalleri, che segue le indagini della polizia con il procuratore Marcello Viola, è salita all’ufficio gip e il giudice dovrà fissare gli interrogatori.
Per gli scontri di domenica tra poliziotti e manifestanti invece i pm hanno chiesto il carcere per sei persone, sempre giovanissimi. La richiesta per gli arrestati di sabato è stata firmata dalla pm Giovanna Cavalleri (deciderà il gip Fabrizio Filice), per quelli di oggi dalla pm Donata Stasi che sta ultimando la stesura dei provvedimenti. In tutto quindi sono undici i maggiorenni per i quali viene chiesta la detenzione in carcere.
32 arrestati
È di 14 operatori delle forze dell’ordine feriti e di 271 persone accompagnate in questura il bilancio degli scontri di ieri a Milano, secondo fonti di polizia. Dei 271 portati in questura 220 sono minori, 60 stranieri. Di loro 32 sono stati arrestati (13 stranieri, 23 minori) e 28 denunciati (15 stranieri, 23 minori). In 174 sono stati trattenuti ai sensi del fermo di prevenzione. Intanto l’ex prefetto Francesco Tagliente, già questore di Firenze e Roma, in un’intervista a La Stampa dice che ke manifestazioni e i disordini dello scorso fine settimana impongono studio e riflessione, la piazza richiede una «risposta di deterrenza», ma «tutto ha funzionato a dovere. Quanto accaduto a Torino, ad esempio, non è una novità».
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L’onda lunga
L’ex prefetto stila un bilancio tutto sommato positivo di questi giorni: «Non ci sono stati feriti e, ad esempio a Torino, prima e dopo il corteo, sono state fermate una sessantina di persone. Altre sono state arrestate”. Emerge, però, un dato di novità ovvero la partecipazione di “tanti minori”. E questo fatto, osserva, “condiziona l’operato delle forze di polizia». Ad ogni modo, avverte, “serve sicuramente una riflessione sugli scenari in corso. Dobbiamo fare tesoro di quanto sta accadendo, perché l’onda lunga della protesta non finisce qui».

