Ultime notizie AutotrasportatoriGiorgia MeloniGiovaniScontriUcraina
ESTERIAlexandria Ocasio-CortezMidtermUSA

Midterm Usa, sui soldi hanno già vinto i democratici. Da Talarico ad AOC, chi ha raccolto di più

23 Ottobre 2026 - 13:39 Serena Danna
Midterm Usa, sui soldi hanno già vinto i democratici. Da Talarico ad AOC, chi ha raccolto di più
I candidati democratici dominano la raccolta fondi alla Camera e al Senato. Ma i megadonatori, a cominciare da Elon Musk, finanziano i repubblicani
Google Preferred Site

Se è vero che per capire la politica americana bisogna innanzitutto seguire i soldi, negli Stati Uniti che si avvicinano alle elezioni di Midterm la quantità di denaro che circola intorno ai candidati racconta storie opposte. Da un lato, i democratici – in testa il candidato al Senato in Texas James Talarico – stanno raccogliendo molti più fondi dei candidati repubblicani alla Camera e al Senato. Dall’altro, tra i dieci maggiori finanziatori privati delle elezioni di quest’anno ce n’è uno solo di area democratica: il finanziere George Soros.

Dal basso dunque, i candidati democratici hanno raccolto 620,7 milioni di dollari (contro i 246,8 milioni dei repubblicani) al Senato e 965,4 milioni (contro 756,5 milioni) alla Camera. Ma dall’alto – sul fronte dei grandi finanziatori della campagna – il quadro cambia: i donatori di orientamento repubblicano hanno versato finora 1,54 miliardi di dollari, contro i 590 milioni dei democratici.

Talarico, Ossoff e gli altri: i top fundraiser al Senato

Tra i candidati che stanno raccogliendo più fondi dagli elettori, dopo il cattolico dem Talarico – 127 milioni di dollari al 22 ottobre – che potrebbe riportare un democratico al Senato per il Texas per la prima volta dal 1988, c’è il senatore dem Jon Ossoff, 39 anni, che cerca la riconferma in Georgia dopo la vittoria di Trump nel 2024. Mentre c’è già chi lo vede come possibile candidato alla presidenza, il moderato Ossoff ha attirato 109 milioni di dollari: oltre dieci volte la cifra raccolta dal suo avversario, il super trumpiano Mike Collins.

Al terzo posto c’è l’ex senatore Sherrod Brown, che torna in campo in Ohio per contendere a Jon Husted il seggio occupato dal repubblicano dopo l’elezione di JD Vance alla vicepresidenza. A oggi il senatore che piace a sindacati e lavoratori ha triplicato i fondi raccolti dal suo sfidante repubblicano, nonostante Husted abbia avuto il supporto finanziario del mondo delle criptovalute. Secondo il Washington Post, Defend American Jobs, un super PAC finanziato da società e investitori del settore delle criptovalute, sta spendendo infatti 11,4 milioni di dollari in spot pubblicitari per aiutarlo a sconfiggere Brown. E non è l’unico: un altro gruppo, il Digital Freedom Fund, finanziato in larga misura dai famigerati gemelli Winklevoss – diventati milionari prima facendo causa a Zuckerberg per aver «rubato» loro l’idea di Facebook e poi con le criptovalute -, ha impegnato quasi 3 milioni a sostegno del candidato repubblicano. La ragione è tutta nella carriera politica di Brown, che da presidente della Commissione bancaria del Senato aveva sostenuto una regolamentazione rigorosa del settore delle criptovalute.

E se al quarto posto c’è l’ex governatore della Carolina del Nord Roy Cooper (47,2 milioni di dollari), un democratico vecchia scuola che ha saputo convivere con il trumpismo, chiude la top five uno dei personaggi più interessanti di queste elezioni: il democratico socialista Abdul El-Sayed, che ha stravinto le primarie del Michigan e corre oggi per un seggio al Senato contro il repubblicano Mike Rogers. Il medico, ex responsabile della sanità pubblica di Detroit – quasi 45 milioni di dollari raccolti, il doppio del rivale – potrebbe diventare il primo senatore musulmano della storia degli Stati Uniti. El-Sayed rappresenta inoltre un test importante per un partito diviso ormai tra un’ala moderata e tradizionalista, percepita come establishment da molti elettori, e la nuova corrente socialista che è stata in grado di riportare molti giovani alle urne.

AOC e tutti i soldi della corsa alla Camera

Un’onda rossa che dalle casse del Senato arriva a quelle della Camera, dove Alexandria Ocasio-Cortez è in testa alla raccolta fondi con 37 milioni di dollari, staccando di quasi 13 milioni lo speaker della Camera Mike Johnson, il repubblicano che raccoglie più fondi tra i candidati ancora in corsa.

In generale, nella competizione alla Camera i democratici hanno raccolto 208,9 milioni di dollari in più rispetto ai repubblicani (circa il 28%), ma con una precisazione importante. Secondo le classificazioni del Cook Political Report, quattro dei cinque principali fundraiser – Alexandria Ocasio-Cortez (New York), Mike Johnson (Louisiana), Hakeem Jeffries (New York) e Ro Khanna (California) – corrono in distretti considerati sicuri. Solo Eugene Vindman, in Virginia, è in un distretto potenzialmente più contendibile, ma non tra quelli in bilico. Una quantità enorme di denaro che dunque potrebbe servire anche a finanziare altre corse e altri candidati in distretti considerati più a rischio.

Elon Musk, la Silicon Valley e le criptovalute: chi sono i mega donatori repubblicani

Se si guardano i più importanti donatori privati della campagna, il quadro cambia radicalmente. Tra i dieci maggiori finanziatori delle Midterm, nove sono di area repubblicana. Al primo posto, con 369 milioni di dollari, c’è Elon Musk, seguito con un notevole distacco da Richard ed Elizabeth Uihlein (138 milioni), proprietari di Uline, un’azienda specializzata in spedizioni e imballaggi, e grandi sostenitori dei movimenti antiabortisti e anti-LGBTQ+. Seguono Jeff e Janine Yass (110 milioni), legati al gruppo finanziario Susquehanna. Al quarto posto compare il primo e unico mega finanziatore democratico della top ten, il finanziere George Soros, con 102 milioni.

Seguono i venture capitalist della Silicon Valley Marc Andreessen e Ben Horowitz (92,2 milioni); Miriam Adelson (67,6 milioni), erede dell’impero dei casinò Las Vegas Sands; i già citati gemelli Cameron e Tyler Winklevoss (55,3 milioni), fondatori della piattaforma di criptovalute Gemini; Paul Singer (53,5 milioni), fondatore del fondo Elliott Management; i coniugi Brockman (50 milioni) – il marito Greg è presidente e cofondatore di OpenAI; e Stephen e Christine Schwarzman (36,1 milioni), legati al colosso del private equity Blackstone.

Come ha fatto notare il Brennan Center for Justice, una parte crescente dei finanziamenti di queste elezioni proviene da grandi patrimoni legati a tecnologia, finanza e gioco d’azzardo. La grande novità in fatto di soldi è rappresentata dunque da una nuova generazione di imprenditori legati al mondo delle criptovalute e dell’intelligenza artificiale, che – già protagonisti del finanziamento elettorale nelle presidenziali del 2024 – cercano ora di influenzare la politica a tutti i livelli di rappresentanza.