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Abdul El-Sayed vince le primarie dem in Michigan: chi è lo «Springsteen musulmano»

05 Agosto 2026 - 13:38 Anna Clarissa Mendi
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Il 41enne medico ed epidemiologo ha battuto Haley Stevens. A novembre affronterà il repubblicano Mike Rogers nello swing state. Perché la sua vittoria è importante per l'ala progressista
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Abdul El-Sayed ha vinto le elezioni le primarie del Partito democratico in Michigan. Lo riferisce la Nbc, riportando i dati delle sue proiezioni di voto. Il candidato si è così assicurato la nomination in una gara serrata contro la deputata moderata Haley Stevens, consolidando la sua posizione nel Midwest per la sinistra progressista in ascesa in queste elezioni di medio termine. La consultazione del Michigan, una delle sfide più importanti, va però oltre i confini dello Stato.

Secondo gli analisti, il confronto tra l’ala moderata dell’establishment e la sinistra progressista ha un significato nazionale. Non serve soltanto a scegliere chi affronterà il repubblicano Mike Rogers nelle elezioni del 3 novembre per il seggio lasciato libero dal senatore uscente Gary Peters, ma offre anche un’indicazione su quale corrente stia guadagnando terreno all’interno del Partito Democratico. La vittoria di El-Sayed viene infatti interpretata come l’ennesimo segnale dell’ascesa dell’ala progressista, sempre più influente nel partito e che trova nel sindaco di New York, Zohran Mamdani, il suo esponente più influente.

Chi è Abdul El-Sayed: il “Bruce Springsteen musulmano” sostenuto da Sanders e AOC

Quarantun anni, medico e figlio di immigrati egiziani, Abdul El-Sayed è stato direttore sanitario di Detroit e della contea di Wayne. La sua candidatura è stata sostenuta da esponenti di primo piano dell’ala progressista del partito, tra cui i senatori Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, oltre alla deputata Alexandria Ocasio-Cortez. Per molti dei suoi sostenitori – scrive il New York Times – incarna una sintesi tra il carisma di Barack Obama e il progressismo di Bernie Sanders, rappresentando il ricambio generazionale di un partito ritenuto da una parte della base troppo legato alla vecchia classe dirigente dopo le due sconfitte presidenziali contro Donald Trump. Non a caso, uno dei suoi collaboratori lo ha soprannominato il «Bruce Springsteen musulmano».

Programma e politica estera: dalla sanità per tutti alle critiche a Israele

La campagna elettorale di El-Sayed si fonda su un programma marcatamente progressista, che include l’abolizione dell’Ice (l’agenzia federale per l’immigrazione), un aumento della pressione fiscale sui redditi più elevati e l’estensione del programma sanitario pubblico Medicare a tutti gli americani. Sul piano della politica estera, si è distinto per le sue posizioni fortemente critiche nei confronti di Israele e del sostegno garantito da Washington allo Stato ebraico.

Perché il seggio del Michigan è decisivo per gli equilibri del Senato

Il seggio senatoriale del Michigan è tra quelli destinati a pesare maggiormente nelle elezioni di metà mandato di novembre, che contribuiranno a ridefinire gli equilibri a Capitol Hill. Lo Stato dei Grandi Laghi è infatti uno dei tradizionali swing state, un territorio “purple” conteso tra il rosso repubblicano e il blu democratico. Chi riuscirà a conquistarlo rafforzerà non solo le proprie possibilità di incidere sugli equilibri del Congresso, ma anche la posizione del partito in vista delle elezioni presidenziali del 2028.

Foto copertina: ANSA/EPA/DIEU-NALIO CHERY | Il candidato democratico al Senato del Michigan, Abdul El-Sayed, 5 agosto 2026