Milano, gli studenti preparano la piazza del 24 ottobre: «Il racconto mediatico incentrato solo sugli scontri ci fa sentire invisibili» – Il video
«Non esistono piazze violente o non violente, esistono le piazze di una generazione che non si sente ascoltata». È da qui che parte la riflessione di Giano, studente di Fisica e tra gli organizzatori dell’assemblea aperta convocata a Milano dal collettivo Deriva. Un momento di confronto per rimettere al centro le ragioni delle proteste degli ultimi giorni, senza ignorare gli scontri e le violenze, e prepararsi alla prossima mobilitazione, in programma sabato 24 ottobre. «Il fatto è che non c’è interesse ad ascoltarci», dice a Open. «Piuttosto che concentrarsi sulle singole azioni, bisognerebbe catturare il clima che le genera, un clima permeato di violenza», aggiunge.
Gli studenti: «La nostra rabbia non trova spazio»
«Se stai aspettando un segno, questo è quello giusto», è l’appello lanciato sui social, gli stessi canali attraverso cui sono nate molte delle mobilitazioni di queste settimane. La risposta è stata una partecipazione ampia, con centinaia di studenti arrivati da diverse scuole milanesi. La frustrazione ha dominato i discorsi che si sono rincorsi al microfono. «Il racconto mediatico e politico, schiacciato esclusivamente sulla cronaca degli scontri, ha innescato un cortocircuito, dove noi ci sentiamo ancora più invisibili», commenta uno studente. «Il nostro disagio viene dal fatto che non riusciamo a incanalare questa rabbia con successo. Ci sembra che ogni manifestazione purtroppo non conti niente», chiosa Emma, anche lei del collettivo Deriva.
«La risposta del governo? Solo repressione»
A indignare i ragazzi e le ragazze presenti è anche la risposta del governo con un decreto sicurezza, che stringe le maglie penali proprio sui minori coinvolti nelle tensioni di piazza. Loris, 16 anni e studente del liceo Tenca di Milano, teme che la stretta repressiva possa incidere sulle prossime mobilitazioni. «La risposta del governo è stata molto repressiva», afferma il 16enne. «I decreti sicurezza vengono sfornati come se non ci fosse un domani, ma non puntano sulla prevenzione o sul benessere delle persone. Tendono soltanto a punirle, e questa cosa è aberrante», chiosa.
Verso la prossima manifestazione
L’assemblea diventa così un tentativo di ricostruire uno spazio di confronto tra ragazzi che non vogliono vedere il proprio disagio ridotto agli episodi più violenti delle manifestazioni. Le voci sono diverse, ma convergono sulla richiesta di essere ascoltati e di ottenere risposte concrete, a partire dalla scuola. Il prossimo appuntamento è sabato 24 ottobre, quando gli studenti torneranno in piazza.

