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«Solo due anni per fermare Teheran»: il messaggio shock di Netanyahu con la bomba atomica su Tel Aviv – La diretta

25 Ottobre 2026 - 12:15 Stefania Carboni
netanyahu atomica
Mentre Trump annuncia presto Operazione Epic Fury 2 contro Teheran, funzionari iraniani al Nyt dichiarano che è «lecito colpire diplomatici americani»
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A scatenare un acceso scontro politico è stata la pubblicazione, sull’account X del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dell’immagine di un’esplosione nucleare su Tel Aviv. Il premier ha condiviso un intervento dello scrittore Yuval Blumberg, incentrato sulla natura esistenziale della minaccia atomica iraniana rispetto a qualsiasi altra questione interna o giudiziaria (come lo scandalo “Qatargate” che lambisce collaboratori vicini a Netanyahu, tra cui Jonathan Urich). Secondo la tesi rilanciata, l’arco temporale per neutralizzare il potenziale nucleare di Teheran coincide esclusivamente con i due anni del mandato di Donald Trump alla Casa Bianca, prima che un cambio al vertice statunitense (con figure come Kamala Harris o Zohran Mamdani) possa mutare la postura strategica di Washington.

La reazione interna: l'opposizione attacca il premier

L’iniziativa digitale di Netanyahu ha suscitato immediate critiche sul piano interno. Yair Golan, leader del partito progressista I Democratici, ha attaccato duramente il capo del governo sostenendo la necessità di allontanarlo dai social network. Secondo Golan, la presidenza e la sua cerchia avrebbero perso il contatto con la realtà, ricorrendo a una narrazione basata sulla paura mentre aumenta la pressione politica e sociale per un avvicendamento alla guida del Paese.

Nuove vittime a Gaza: colpita Deir el-Balah

Parallelamente al dibattito strategico, proseguono le operazioni militari delle forze israeliane nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riportato dall’emittente Al Jazeera, due persone hanno perso la vita nelle ultime ore: tra loro una bambina di otto anni, raggiunta da colpi d’arma da fuoco nel centro di Deir el-Balah, e un secondo civile rimasto ucciso in un attacco ad al-Mazraa. Raid condotti con droni hanno preso di mira anche un’area all’interno del campus dell’Università Islamica, a ovest di Gaza City, provocando diversi feriti gravi. Il Ministero dell’Istruzione locale ha inoltre denunciato la morte di dieci studenti e di un docente nei raid condotti tra il 18 e il 24 ottobre.

Teheran non arretra: lo stop diplomatico e il piano contro il personale Usa

Dal fronte iraniano arrivano risposte intransigenti sia sul piano formale sia su quello dell’intelligence. Il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato all’agenzia IRNA che nessuna minaccia di guerra su larga scala o di attacchi mirati fermerà i programmi e i diritti strategici della Repubblica Islamica, ribadendo la totale diffidenza verso gli impegni statunitensi finché non muterà la linea di Washington.

A delineare uno scenario ancora più allarmante sono due funzionari iraniani (incluso un esponente dei Guardiani della Rivoluzione) citati dal New York Times: secondo le fonti, l’elenco dei potenziali bersagli di Teheran in caso di conflitto si è esteso a diplomatici e personale statunitense all’estero. Una strategia rivendicata come “legittima rappresaglia” per le perdite subite dall’Iran tra funzionari e famiglie negli ultimi anni, sebbene restino dubbi sulle reali capacità operative di condurre tali azioni su scala internazionale.