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Vive in aeroporto da più di un mese: il mistero dello svedese smemorato bloccato a Capodichino come Tom Hanks in “The Terminal”

02 Novembre 2026 - 11:06 Marco Fedeli
l'aeroporto di Capodichino a Napoli
Il console onorario svedese lancia l'appello: «Chi lo riconosce dalle immagini ci informi in modo da poterlo aiutare»
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Rimanere bloccati in aeroporto come Tom Hanks nel famoso film di Steven Spielberg, The Terminal, in sospeso tra una destinazione irraggiungibile e un Paese in preda a un colpo di Stato. Come racconta Repubblica un uomo di circa trent’anni, da oltre un mese, trascorre le sue giornate all’aeroporto di Capodichino senza documenti, senza effetti personali, senza denaro, raccontando a tutti di aver perso la memoria e che l’unica cosa che si ricorda è di essere svedese. Ha trovato nella comunità dell’aeroporto una sorta di riparo anche se a tempo. Capodichino apre alle 3.30 e chiude alle 22.30 senza possibilità di passare la notte. Nelle ore restanti, l’uomo si arrangia nei dintorni.

Che cosa succede adesso

Adesso però la situazione si complica. Da ieri, 1° novembre, l’aeroporto è chiuso ai passeggeri per i lavori alla pista, Resta perciò da capire dove andrà l’uomo. «Le prime segnalazioni risalgono alla metà di ottobre, quando l’uomo si trovava già a Capodichino da una decina di giorni» racconta a Repubblica Pierluigi Petrone, console onorario della Svezia a Napoli. «L’ho incontrato – aggiunge – scambiando due parole in inglese. Mi ha detto soltanto di essere svedese e di non ricordare nulla sulla sua identità». E prosegue: «Come sia arrivato qui e perché continui a restarci non lo sappiamo».

L’allarme del consolato

La vicenda è quindi finita sui tavoli diplomatici. La polizia di frontiera ha scritto nuovamente all’ambasciata svedese a Roma chiedendo istruzioni per il rimpatrio. Il messaggio parla di un «presunto cittadino svedese» presente nello scalo da oltre trenta giorni in «apparente buona salute» con, allegata, una fotografia che potrebbe aiutarlo a riconoscerlo. «Chi lo riconosce dalle immagini ci informi in modo da poterlo aiutare» ha detto Petrone, lanciando l’allarme.

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