Roberto Jonghi Lavarini

Roberto Jonghi LavariniAnsa | Il militante di estrema destra Roberto Jonghi Lavarini.

Non ha mai fatto segreto della sua vicinanza all’ideologia fascista. Al punto da essere condannato a due anni per averne fatto apologia. Roberto Jonghi Lavarini, classe 1972 di Novara, è nell’agone politico lombardo dagli anni ’90. Sconosciuto nel resto della Nazione, l’inchiesta sulla Lobby nera milanese – ovvero dei rapporti tra estrema destra, Fratelli d’Italia e Lega, con presunti giri di denaro illeciti per finanziarne le campagne elettorali -, ha reso noto il Barone nero in tutto il Paese. E forse anche oltre i confini: circola sul web una sua foto scattata dieci anni fa insieme a Marine Le Pen, leader francese del Rassemblement National, nella Milano dove il Barone diceva di spostare pacchetti da migliaia di voti. Per lunghi periodi, ha svolto anche incarichi istituzionali. Ma che si trovasse o meno all’interno o fuori dalle istituzioni, è a Jonghi Lavarini che diversi esponenti del centrodestra, dal consigliere di municipio all’europarlamentare, hanno fatto riferimento quando c’era da giocarsi una tornata elettorale.

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