Chi è Kirsten Gillibrand: l’attivista del #Metoo che si è candidata alle primarie

La senatrice e avvocatessa lo ha annunciato durante The Late Show con Stephen Colbert

Un’altra donna si unisce alla corsa per le primarie in vista delle presidenziali Usa del 2020: è Kirsten Gillibrand, senatrice democratica, avvocatessa e fervente critica del presidente Trump(che non ha mancato di farsisentire). Gillibrand è nota per la sue battaglie per l’uguaglianza di genere e l’adesione al movimento #MeToo, che le è valso il titolo di #MeToo Senator da parte dei media americani.

Come Elizabeth Warren, che ha lanciato la sua candidatura solo qualche settimana fa, la Gillibrand utilizzerà lo strumento del comitato esplorativo, che permette di raccogliere fondi prima dell’inizio ufficiale della campagna elettorale. Sela Warren si è presentata su Twitter, Kirsten Gillibrand ha invece scelto un talk show: The Late Show di Stephen Colbert.

 

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«Ho intenzione di candidarmi alla presidenza per combattere, da mamma, per i bambini di tutti. Voglio affrontare il razzismo nelle istituzioni e la corruzione a Washington. So che ho la compassione, il coraggio e la determinazione per farlo».
Nel presentare la sua candidatura la senatrice ha toccato temi cari ai democratici: sanità e scuole pubbliche, formazione professionale, creazione di una nuova classe media.

La cinquantaduenne Gillibrand ha dieci anni di carriera politica alle spalle. Ha iniziato dalgruppo politico Blue Dog, che riunisce democratici centristi, ma nel corso del tempo si è spostata sempre più a sinistra: oggi si considera un «candidato progressivo». È diventata un volto noto agli americani nel 2013, quando ha tentato di riformare le procedure del Pentagono per i casidi violenza sessualetra le fila dell’esercito. Il progetto di legge della senatrice non è stato approvato, ma la Gillibrand è diventata protagonista di un dibattito nazionale che ha portato dalla sua parte vari politici repubblicani.

 

Chi è Kirsten Gillibrand: l'attivista del #Metoo che si è candidata alle primarie foto 1

Non tutte le sue battaglie sono bipartisan, e alcune addirittura le mettono contro il suo stesso partito. Nel 2017 ha chiesto le dimissioni del popolare senatore Al Franken dopo l’emergere di accuse di molestie, ricevendo le critiche di Soros in persona; nel 2018 ha dichiarato che Bill Clinton avrebbe dovuto lasciare la presidenza dopo lo scandalo Lewinsky. Le sue posizioni hanno creato molto malumore tra i democratici, specialmente tra quelli più vicini ad Hillary Clinton, che l’hanno accusata di opportunismo politico.

Ironia del destino, Kirsten Gillibrand occupa ancora il posto vacante di Hillary Clinton in Senato, lo ha preso quando quest’ultima è stata chiamata nel 2009 alla segreteria di Stato da Barack Obama. Le somiglianze non si fermano qua:come la Clinton, anche Gillibrand da avvocato si è occupata di difendere grandi aziende, rappresentando la Philip Morris. È stata accusata di essere molto, troppo vicina a Wall Street; e, specialmente,dovrà rendere conto ai suoi elettori di molti trascorsi politici conservatori, in particolare riguardo a immigrazione e controllo delle armi, temi fondamentali per la sua base elettorale. La senatrice ha già fatto ammenda per queste scelte, ammettendo addirittura di provare «vergogna».

«Il futuro del partito democratico sono le donne», ha dichiarato presentandosi come candidata, ma per farsi strada nella giungla delle primarie democratiche dovrà evitare a tutti i costidi cadere vittima del suo passato.

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