Indagine sui lavori che nessuno vuole fare. Valerio: «Perché ho rifiutato l’impiego da assicuratore»

di OPEN

Dopo il nostro articolo sugli impieghi che ci sono e che nessuno vuole, abbiamo ricevuto molte segnalazioni. Questa è la storia di Valerio, 32 anni, che dopo 9 mesi come agente assicurativo si è licenziato: «Non avevo uno stipendio fisso. Guadagnavo solo a provvigione»

Valerio ha 32 anni, da circa un anno lavora a Milano come agente digitale per una multinazionale. Ha uno stipendio, paga un affitto e si sta per sposare. Una stabilità che si sarebbe sognato fino a qualche anno fa. Dopo la laurea in Storia, Valerio si è buttato nel mondo del lavoro, ma le prime esperienze sono state deludenti, tanto chesi è licenziato dopo nove mesi di lavoro come venditore rappresentante nel settore assicurativo. Sulla carta Valerio ha rifiutato uno di quei lavori che nessuno vuole fare.Secondo la ricerca realizzata da Excelsior Unioncamere, le aziende sarebbero in cerca di centinaia di figure professionali da impiegare in vari settori – dalla ristorazione all'informatica, dall'immobiliare all'edilizia – ma non riescono a trovare personale.


Ma spesso i giovani tendono a rifiutare un certo tipo di impiego non per pigrizia o eccessive pretese. A volte sono proprio le condizioni lavorative a spingere i dipendenti a "fuggire". Valerio ci ha raccontato la sua esperienza e ci ha spiegato perché un giovane fuorisede ha addirittura deciso di rinunciare al lavoro piuttosto che continuare a vivere a provvigione. «Il motivo per cui mi sono licenziato è molto semplice: se all'inizio guadagnavo qualcosina, negli ultimi mesi non ho preso nemmeno un euro. È stata una scelta obbligata».

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