Rimborsopoli in Piemonte, i giudici: «Scontrini bar e ristoranti non hanno rilievo politico»

La sentenza della Corte d’appello di Torino riguarda anche l’ex governatore Roberto Cota e l’attuale capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari. Tra gli acquisti contestati, un paio di bermuda verdi, ma anche regali natalizi ai collaboratori, come penne, foulard e cravatte

«Non si può considerare un evento di rilievo politico ogni pranzo o cena al ristorante o un incontro al bar per la presenza del consigliere regionale». Non lascia spazio a interpretazioni la Corte d’appello di Torino nella sentenza con cui – ribaltando il giudizio di primo grado –  motiva la decisione presa a luglio ha condannato 25 persone per la “Rimborsopoli” degli ex consiglieri del Piemonte.


Una pronuncia che riguarda anche l’ex governatore della Regione, Roberto Cota e l’attuale capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari. Secondo i giudici della Corte d’appello di Torino, non è assolutamente credibile la buona fede con cui gli ex consiglieri del Piemonte e lo stesso Cota hanno allegato per sbaglio numerose ricevute.

«L’elevata frequenza di scontrini non inerenti di cui si afferma la presentazione erronea in buona fede è con tutta evidenza logicamente non credibile», afferma la corte. L’ex governatore è stato condannato a un anno e sette mesi per peculato su rimborsi per 11.659 euro.

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