Venezuela, il premier spagnolo Sanchez: «Elezioni o sosteniamo Guaidó»

di Redazione

Il governo socialista spagnolo si è espresso contro il governo di Maduro. Intanto è iniziata l’evacuazione dei diplomatici Usa dal Paese

Ancora ore difficili in Venezuela, piombato nel caos a seguito dell’autoproclamazione alla presidenza di Juan Guaidó, capo dell'Assemblea Nazionale e dell'opposizione. Il 25 gennaio, Maduro ha ordinato ai diplomatici americani di uscire dal Paese, a causa delle recenti prese di posizione di Donald Trump. Il Presidente degli Stati Uniti, infatti, aveva sostenuto immediatamente l'autoproclamazione di Guaidó, definendo l'attuale presidenza «illegittima». 

Secondo alcuni fonti ufficiali americane alcuni diplomatici americani si sarebbero diretti all'aeroporto nella mattinata del 25 gennaio per lasciare il Paese. Una scorta per dieci veicoli sarebbe stata richiesta da un agente di sicurezza dell'ambasciata americana a Caracas.

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 Proseguono anche gli scontri in piazza: le vittime sarebbero salite a 26. A suggerire lo scenario della guerra civile ci sono anche le recenti dichiarazioni di Maduro, che si è espresso incitando i suoi sostenitori a mobilitarsi in strada. Dal giorno dell'autoproclamazione molti paesi si sono schierati. L'ultimo a farlo è stato il presidente spagnolo Pedro Sánchez ha dichiarato di essere a favore di nuove elezioni democratiche nel paese.

Se non saranno convocate nel breve periodo, Sanchez ha affermato che premerà sull’Unione europea affinché riconosca Guaidó come presidente ad interim. Già il giorno stesso dell'autoproclamazione, il 23 gennaio, durante l'impegno spagnolo al World Economic Forum di Davos, Sánchez aveva chiamato Guaidò complimentandosi per il «grande coraggio» dimostrato in quelle ore.

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