Sea Watch, l’equipaggio a Open: «Sui migranti, l’Italia è stata lasciata sola»

di Cristin Cappelletti

Abbiamo raggiunto al telefono il capo missione Kim Heaton-Heather e un membro dell’equipaggio della Sea Watch 3, bloccata in mare a poche centinaia di metri dal porto di Siracusa

«Al momento non abbiamo bisogno di medicinali e non ci sono casi di malattie infettive a bordo. Quello che ci preoccupa è il danno psicologico subìto dai nostri ospiti, che peggiora di ora in ora». La voce di Kim Heaton-Heather arriva dalla Sea Watch 3, ferma a poche centinaia di metri dal porto di Siracusa in attesa dell'autorizzazione allo sbarco. 

«L'Italia lasciata sola»

Dopo giorni di silenzio, l'equipaggio accetta di parlare con Open. Il clima a bordo è teso, ci spiegano, ancora non è chiaro se la svolta  con cui il 29 gennaio Francia e Germania hanno dato l'ok, insieme a Portogallo, Malta e Romania ad accogliere i naufraghi sia ufficiale e come funzionerà. E, a sorpresa, i sentimenti nei confronti dell'Italia non sono tutti critici, anzi. 

«Tutti i governi europei hanno scaricato la situazione sul Governo italiano. È una vergogna». Sono le parole di Brendan Woodshouse, membro dell'equipaggio della Sea Watch 3.

Il capitano della nave ong, da 10 giorni in mare con 47 migranti a bordo, smentisce le dichiarazioni del ministro Toninelli, che – in un'intervista al Corriere della Seraha dichiarato che la Sea Watch 3 ha rifiutato l'assistenza dei medici italiani: «Non è mai successo – dice Heather – anzi abbiamo avuto diversi medici italiani a bordo». 

La vicenda della Sea Watch potrebbe arrivare presto a un epilogo: il ministro dell'Interno Salvini aveva detto che i migranti sarebbero sbarcati solo se altri paesi europei avessero dato la loro disponibilità ad accoglierli: il 29 gennaio Francia e Germania hanno dato l'ok, insieme a Portogallo, Malta e Romania.