«Io, ex sostenitore di Berlusconi voglio fondare i Gilet gialli italiani»

di Francesca Martelli
«Io, ex sostenitore di Berlusconi voglio fondare i Gilet gialli italiani»

Antonio Del Piano, di professione tecnico dei condizionatori con una spiccata avversione per l’attuale classe politica, ha registrato il dominio del sito una settimana dopo le proteste per le strade di Parigi. Ha organizzato una manifestazione a Roma per il 9 febbraio, ma per ora ha raccolto poco più di 2000 like

Il dominio del sito giletgialli.it l'ha registrato il 24 novembre, appena una settimana dopo le prime proteste dei gilet jaunes per le strade di Parigi. «Ho avuto un'intuizione» dice Antonio Del Piano, di professione tecnico dei condizionatori con una spiccata avversione per l'attuale classe politica «visto che nessuno propone più l'uscita dall'Euro, nemmeno Salvini». Eppure fino a sei anni fa Del Piano era uno dei sostenitori del club Forza Silvio (sezione di Napoli), la rete di circoli che Forza Italia aveva creato nel 2013 per provare a rilanciare il partito. Poi nel 2016 aveva provato a candidarsi alle elezioni amministrative di Napoli con una sua lista civica (Ricomincio da dieci) che non aveva passato l'esame della commissione elettorale.
 

«Io, ex sostenitore di Berlusconi voglio fondare i Gilet gialli italiani» foto 1

Facebook/Antonio Del Piano |

Ora, sognando di ricreare il movimento francese in Italia, ha organizzato una manifestazione di piazza a Roma sabato 9 febbraio. Del Piano sostiene di avere raccolto adesioni tra lavoratori, studenti e casalinghe: ma al momento la pagina Facebook ha poco più di 2000 Mi Piace. 
Tra i punti del manifesto (in ordine di priorità): l'uscita dall'Unione Europea, la sovranità monetaria e quella diretta, il taglio delle accise e il no al Global compact for migration. Temi usati, soprattutto in campagna elettorale, anche da Lega e 5 Stelle verso cui la sfiducia di Del Piano resta massima. L'ultima manifestazione che ha organizzato è stata vicino al casello della Bologna-Padova per chiedere la nazionalizzazione delle autostrade, insieme ad altre sette persone che indossavano la pettorina gialla.

Si tratta del secondo tentativo di esportare la protesta dei Gilet Gialli nella Capitale, dopo il convegno organizzato a Roma il 12 gennaio dall'economista euroscettico Antonio Maria Rinaldi che aveva invitato due esponenti minoritari del movimento francese (Véronique Rouillé e Yvan Yonnet). Finora l'unico tentativo concreto di dialogare con i Gilet Gialli, che nel frattempo hanno deciso di candidarsi alle elezioni europee, è quello del Movimento 5 Stelle: il 4 febbraio Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sono andati nella periferia parigina a incontrare Christophe Chalencon. Intervistato da Le Parisien, l'esponente francese ha precisato però che non ci sarà alcuna alleanza tra la lista dei gilet jaunes francesi e i pentastellati, ma solo liste separate. Per creare un nuovo gruppo parlamentare nel parlamento Ue servono infatti 25 eurodeputati provenienti da 7 Paesi diversi.