Reddito di cittadinanza, la Lega propone l’obbligo di servizio civile per gli under 28

di Charlotte Matteini
Reddito di cittadinanza, la Lega propone l'obbligo di servizio civile per gli under 28

L’obbligo è previsto da un emendamento al decretone depositato dalla Lega. La norma prevede, in sostanza, che chiunque tra i 18 e i 28 anni richieda il reddito di cittadinanza dovrà svolgere un anno di servizio civile

Niente servizio civile, niente reddito di cittadinanza. L'obbligo è previsto da un emendamento al decretone depositato dalla Lega in commissione Lavoro al Senato. La norma prevede, in sostanza, che chiunque tra i 18 e i 28 anni richieda il reddito di cittadinanza dovrà svolgere un anno di servizio civile per una presenza media di 25 ore settimanali. La gestione di queste ulteriori risorse viene delegata dal dipartimento per i Giovani alle Regioni, mentre ai centri per l’impiego spetta il controllo. Quello del servizio civile obbligatori per i beneficiari del reddito di cittadinanza under 28 non è l'unico emendamento presentato dalla Lega.

Il Carroccio ha proposto anche una serie di modifiche ai meccanismi che regolano l'erogazione delle pensioni di cittadinanza e, in particolare, un emendamento propone lo scorporo delle pensioni di invalidità dall'Isee, l'aumento dei coefficienti per le famiglie numerose e per i disabili; l'estensione della pensione di cittadinanza anche agli anziani che vivono con disabili; la possibilità di sottoscrivere il patto per il lavoro per la persona affetta da disabilità e l'obbligo per l'azienda beneficiaria del reddito di rispettare l'inserimento lavorativo delle quote disabili previste per legge.

Un altro emendamento della Lega, poi, prevede che il reddito di cittadinanza venga concesso solo a chi ha lavorato almeno 2 anni, anche non continuativi: «Almeno uno dei componenti abbia corrisposto, nei dieci anni precedenti, imposte e contributi da lavoro, in un qualsiasi importo e per almeno 24 mesi, anche non continuativi», recita il testo.

Anche il Movimento 5 Stelle ha proposto una serie di emendamenti al decretone e alcune modifiche puntano ad aumentare i coefficienti per le famiglie con figli minorenni e/o disabili. Con l'emendamento pentastellato l'attuale parametro muterà arrivando a un incremento «di 0,3 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,5 e di 0,5 per ogni ulteriore componente con disabilità di età maggiore di anni 18 e di 0,3 per ogni ulteriore componente con disabilità minorenne».