Alitalia, Di Maio ai sindacati: «La partecipazione pubblica potrebbe superare il 50%»

Il piano industriale per il salvataggio e il rilancio della “nuova compagnia” sarà presentato entro il 31 marzo. Il ministro dello sviluppo economico soddisfatto per l’interesse di realtà importanti come Delta e easyJet

La svolta nel salvataggio di Alitalia potrebbe essere vicina. Il piano industriale per il rilancio della compagnia sarà presentato entro il 31 marzo e le quote di partecipazione del ministero dell'Economia e delle Ferrovie dello Stato potrebbero superare il 50% del capitale della "nuova Alitalia". È quanto è emerso dall'incontro tra i sindacati e il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio. «Questo – ha spiegato comunque Di Maio – non escluderebbe altre partecipazioni di società pubbliche e private». In particolare, l'ingresso del ministero del Tesoro nel capitale della di Alitalia potrebbe andare anche oltre il 15%. «Si tratta di una garanzia per tenere presenti principi fondamentali come la tutela dei lavoratori e i livelli occupazionali», ha detto Di Maio. 

Alitalia, Di Maio ai sindacati: «La partecipazione pubblica potrebbe superare il 50%» foto 2

Alitalia è al momento in amministrazione controllata da due anni e questa è la seconda volta che accade nell'ultimo decennio. Inoltre, la compagnia ha beneficiato di un prestito ponte da 900 milioni di euro da parte dell'esecutivo nel 2017, prestito poi prorogato fino al 30 giugno con il decreto Semplificazioni. Al tavolo del vertice di via Veneto, il ministro dello Sviluppo economico ha anche espresso soddisfazione per l'interesse dimostrato da realtà importanti come Delta e EasyJet: «La compagnia è vista ancora oggi come una grande potenzialità», ha detto Di Maio che ha anche auspicato che si arrivi presto a un accordo vincolante così che possa entrare nel vivo il piano di salvataggio di Alitalia annunciato lo scorso ottobre. 

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«Su Alitalia bisogna assolutamente fare presto, non si può più aspettare – ha detto prima del vertice il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini -. Occorre prendere una decisione che sia in grado di garantire e salvaguardare l’occupazione e di dare un futuro concreto». Ecco perché il neosegretario punta alla definizione di un piano industriale efficace: «Ci vuole una risposta precisa sul tipo di accordo che si intende fare, su quali sono i partner e quale sia il progetto che si vuole realizzare. Il punto – ha concluso – è proprio nella credibilità del piano: il lavoro c'è se esistono investimenti e un progetto di rilancio». «Noi non abbiamo preoccupazioni – ha dichiarato invece il leader della Uil, Carmelo Barbagallo - abbiamo determinazioni: niente esuberi e un piano industriale che permetta il rilancio della nuova compagnia».

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Maurizio Landini

Intanto, l'ex ministro dei Trasporti Graziano Delrio - e attuale capogruppo alla Camera del Pd – si è detto fortemente contrario alla nazionalizzazione di Alitalia: «Sono d’accordo se le soluzioni sono temporanee, cioè se lo Stato sta temporaneamente o con piccole quote in Alitalia – ha spiegato Delrio ai microfoni di Radio 24 – L’idea invece che la soluzione più semplice sia nazionalizzare mi trova fortemente contrario».