Come superare i test Gmat, Gre, Sat: i consigli degli studenti che ci sono riusciti

di Olga Bibus

Gmat, Sat, Gre sono test standardizzati americani. Servono per poter accedere a università o master negli Stati Uniti, ma anche in Italia molte università hanno ormai introdotto questo tipo di esami. Per gli studenti italiani non è sempre facile prepararsi. Ecco i consigli di chi li ha sostenuti

Bianca ha 19 anni e sogna di frequentare un'università americana dell'Ivy League, la sigla che accomuna i più prestigiosi atenei degli Stati Uniti. Per poter completare l' application ha sostenuto il Sat, un test standardizzato di matrice americana. Chi prova oggi a entrare in università internazionali ne ha sentito parlare, mentre per tutti gli altri sigle come questa sono ancora sconosciute. Bianca ha scoperto dell'esistenza del Sat quando in quarta superiore è partita per Boston dove ha studiato per un semestre. «Vedevo i miei compagni prepararsi per questo esame e ho voluto darlo anche io. Solo che mancava poco al mio rientro in Italia così ho deciso di sostenerlo qui. Non si tratta di un esame semplice e io volevo ottenere un punteggio molto alto per poter fare l'application all'Ivy League così mi sono rivolta a una scuola privata a Milano. Per frequentare i corsi ho fatto la pendolare da Alessandria», racconta Bianca.

Gmat test: alcune tavole dell'esame

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Alice invece ha sostenuto da sola sia il Sat che il Gmat, un test standardizzato che serve per accedere ai master all'estero o all'Mba. Ha studiato da sola sui libri e ha fatto decine di test. Ora dà una mano agli studenti a prepararsi per questo tipo di esami. Ma ammette di essere stata avvantaggiata nello studio, avendo studiato per una parte della sua vita negli Stati Uniti. «Il Gmat non è un test sulle conoscenze, bisogna più che altro imparare dei "trucchetti" per capire come affrontare il test, delle strategie. Per esempio per la parte quantitativa è molta più logica che matematica, molti studenti pensano di poter facilmente passare l'esame perché magari si imbattono in domande relativamente semplici, ma non è così. Il Gmat è adattivo, è a tempo e non è tanto una questione di conoscenze quanto appunto di strategia», spiega Alice. 

Silvia ora fa la ricercatrice all'Università di Bologna, ma anni fa aveva sostenuto il Gre per poter frequentare un master in Psicologia negli Stati Uniti. Ha impiegato diversi mesi a preparare l'esame e l'ha dovuto sostenere un paio di volte prima di ottenere un punteggio sufficiente per poter fare domanda. «All'inizio pensavo fosse facile, sono sempre stata brava a scuola quindi ho pensato che studiando sarei riuscita a dare l'esame al primo colpo, ma non è stato così - racconta – Noi italiani non siamo abituati a questo tipo di esami: ho dovuto imparare centinaia di vocaboli a memoria molto specifici solo per poter sostenere il test e ci vogliono settimane». Silvia consiglia a chi vuole studiare all'estero di informarsi sui criteri di selezione il prima possibile per cominciare a preparasi per il test richiesto. «Prendetevi tempo: sei mesi almeno, se potete anche un anno», conclude la ricercatrice.