Nasce a Palermo la Lega Giovani: «Vogliamo fare come al Nord»

di Emma Bubola

I ragazzi glissano sulle politiche migratorie o economiche: «I problemi dei giovani riguardano la scuola e la mancanza di servizi»

Giuseppe Micciché ha vent’anni e quando ha deciso di entrare in politica i suoi genitori non erano entusiasti: «In Sicilia politica vuol dire troppo spesso rete mafiosa», racconta il giovane trapanese, piumino nero e occhiali rotondi. Ma Giuseppe, uno studente di ingegneria edile e architettura al secondo anno, aveva le idee troppo chiare per lasciarsi dissuadere. «La Lega è l’unica forza politica che può salvare questa terra martoriata».

La Lega Giovani Sicilia Occidentale esiste da poco più di due mesi, ma è già entrata nelle scuole dove ha denunciato le infiltrazioni di acqua e umidità o l’assenza di termosifoni. Per gli attivisti, Lega vuol dire prossimità e attenzione al locale. I ragazzi glissano sulle politiche migratorie o economiche della «Lega dei grandi», che i sondaggi danno al 22% nelle Isole.

I cavalli di battaglia del ministro dell'Interno passano in secondo piano: «I problemi dei ragazzi riguardano la scuola e la mancanza di servizi», dice Giuseppe.

«La Lega ama il suo territorio e sa valorizzarlo, l’abbiamo visto nella sua capacità di gestire le regioni al nord, che la Lega amministra da sempre. Lì i giovani hanno tutto il necessario per avere una vita da adolescente, ragazzo, futuro lavoratore», afferma Giuseppe. La Lombardia e il Veneto avrebbero conquistato grazie alla Lega «quelle caratteristiche che portano i nostri coetanei ad andare a studiare lì e vivere in quel territorio, abbandonando la Sicilia molto probabilmente per sempre». Tanti degli amici di Giuseppe hanno lasciato l’Isola, ma lui ha deciso di restare e impegnarsi in prima persona nel “progetto Lega”, la sua prima esperienza in politica. «Non biasimo quelli che se ne vanno, questa zona davvero non offre molto», aggiunge il giovane attivista.

Per gli adolescenti leghisti l’equazione è semplice: se la Lega «è riuscita a valorizzare» i comuni e le regioni settentrionali dove ha governato, una volta al potere al Sud sarà in grado di fare lo stesso. «Perché la Sicilia ha tutte le potenzialità per emergere ma è una terra devastata da una classe politica che l’ha sfruttata», afferma Giuseppe.

Secondo Aleandro Romeo, ventenne palermitano membro del movimento, la Lega è l’unica alternativa rimasta agli studenti, ormai disinteressati alla politica. L’unica che si occupa del problema delle droghe nelle scuole, ma anche «di quelle palestre inagibili da anni senza uscite di emergenza, soffitti che cadono sui banchi dei ragazzi» commenta il ventenne, completo elegante e baffi sottili. Secondo lo studente, il partito attira gli adolescenti perché a differenza degli altri, ha una componente giovanile che è visibile e presente.

Aleandro faceva parte della Lega prima ancora dell’apertura al Sud, ad affascinarlo «il progetto vincente» e l'efficienza dell'amministrazione nelle provincie lombarde e padane. Il ventenne si è fatto portavoce dell'«ideologia di Matteo Salvini» e ha atteso che il leader leghista cancellasse la parola “nord” dalla sua bandiera.

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«In Sicilia le contestazioni alla nostra attività sono all’ordine del giorno», ammette Aleandro. Giuseppe conferma: «Il passato non si dimentica». Ma la Lega di Salvini non ha secondo lui nulla a che vedere con quella di Bossi. Sull'autonomia la risposta è traballante ma positiva: «Noi siamo una regione a statuto speciale, è normale che anche altri vogliano valorizzare il loro territorio e arrivare allo statuto speciale come noi».

Per i giovani siciliani quello che conta davvero è che grazie ai social network, i giovani leghisti di tutta Italia siano uniti e abbiano un solo obiettivo: quello di «valorizzare il territorio nazionale partendo dal piccolo paesino della provincia».