I 5 Stelle scaricano Sarti: «Va espulsa. Ci fidavamo»

di Francesca Martelli

Rocco Casalino, chiamato in causa nelle chat della deputata M5S, dice: «Si è probabilmente coperta dietro il mio nome»

È vicina all'espulsione dal Movimento 5 Stelle la deputata Giulia Sarti al centro del caso Rimborsopoli, dopo la richiesta di archiviazione della procura di Rimini per l'ex fidanzato della deputata. Questa mattina Luigi Di Maio aveva cercato di non commentare la vicenda, ma nel pomeriggio all'assemblea di Confartigianato ha dichiarato: «Credo che la sua espulsione sia doverosa».

Nel giorno dell'approvazione al Senato del Decretone (con Reddito di cittadinanza e Quota 100), i 5 Stelle devono affrontare questa vicenda interna, che riguarda una delle pioniere del movimento fondato da Grillo e Casaleggio.

«Più che di Rimborsopoli, parlerei di Donazionopoli visto che noi a differenza di altri partiti restituiamo i soldi», prova a spiegare il senatore Sergio Puglia. Ma all'unanimità tutti i parlamentari parlano di «doverosa autosospensione» fino alla parola finale di Di Maio che ha anticipato l'espulsione.

Il caso è sotto esame da parte del Collegio dei Probiviri, l'organismo di valutazione interno al M5S (lo stesso che si sta pronunciando sulle senatrici dissidenti Nugnes e Fattori). Il 26 febbraio la Sarti si era dimessa dalla presidenza della Commissione Giustizia. Anche il presidente della Camera Roberto Fico è intervenuto, assicurando «tempi rapidi per la sostituzione della dimissionaria Giulia Sarti alla presidenza della Commissione giustizia».

Nelle chat acquisite dai pubblici ministeri, Sarti accusava lo staff del Movimento 5 Stelle di averle suggerito di accusare l'ex fidanzato per discolparsi della mancata restituzione di circa 23mila euro. A queste accusa ha risposto Rocco Casalino, attuale portavoce di Palazzo Chigi, dando una versione opposta: «Probabilmente si è coperta dietro al mio nome.