La Commissione Ue stronca Reddito e Quota 100. Conte: «Siamo convinti delle nostre ricette»

Secondo la Commissione europea, le due misure potrebbero avere un impatto negativo sul debito pubblico, che non scenderà anche a causa della scarsa crescita. Secondo il presidente del Consiglio: «L’Ue sottovaluta l’impatto delle misure varate»

Le anticipazioni sono state confermate. La commissione europea ha pubblicato il Country report sull'Italia, bocciando sia le misure cardine della legge di Bilancio approvata a dicembre, Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, che la situazione economica generale del Paese. L'Italia è in recessione e secondo la Commissione europea rischia di contagiare anche gli altri Paesi dell'area euro, come aveva detto nei giorni scorsi anche il ministro degli Esteri francese Le Maire. Per la commissione Ue, l'Italia ha squilibri economici eccessivi.

Il debito alto e la scarsa produttività – si legge nel rapporto – implicano «rischi con rilevanza transnazionale». Secondo la Commissione, nei prossimi anni il debito pubblico italiano non diminuirà, anche perché la crescita annunciata non ci sarà: le stime del Governo parlavano di un +1,2%; quelle della Commissione le hanno ridotte allo 0,2%, una percentuale che ci condannerebbe all'ultimo posto in Europa. «La manovra 2019 – si legge nel rapporto – include misure che rovesciano elementi di importanti riforme fatte in precedenza, in particolare sulle pensioni, e non include misure efficaci per aumentare il potenziale di crescita».

Secondo la Commissione, i pensionamenti anticipati previsti da Quota 100 non favoriranno l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e il reddito di cittadinanza rischia di non essere sostenibile: «Bisogna guardare all'impatto sui conti, il costo sembra molto alto, 0,45% del Pil, che per l'Italia è molto, e bisogna quindi capire se è sostenibile», ha detto la commissaria al lavoro Marianne Thyssen. «Un altro impatto da monitorare è sull'occupazione – ha aggiunto – perché le politiche del lavoro restano deboli in Italia».

Al di là dei singoli provvedimenti, dalla Commissione è arrivata una bocciatura a 360 gradi. Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha detto che «la Commissione resta vigile e monitorerà da vicino la situazione italiana. Siamo preoccupati che il debito non scenda a causa dei piani economici deboli del Governo. In generale lo slancio delle riforme si è fermato».

«Le stime dell'Unione europea sottovalutano l'impatto delle misure varate – così il premier Giuseppe Conte ha commentato il giudizio dell'Ue - Le scelte di politica economica e sociale possono essere varie. Noi siamo convinti della nostra ricetta e siamo convinti di dover evitare l'errore di politiche recessive quando il ciclo economico non è favorevole»