Ue, è il giorno del giudizio sulla manovra italiana: le anticipazioni

di Alessandro Parodi

La Commissione Ue verso un giudizio negativo sulla manovra e sulla situazione economica italiana. Le motivazioni: gli investimenti fermi, la Quota 100 che non farà crescere l’occupazione e un aumento dei consumi grazie al reddito di cittadinanza limitato allo 0,15%. 

Investimenti fermi, Quota 100 che non farà crescere l'occupazione, i consumi che, nonostante il reddito di cittadinanza, cresceranno solo dello 0,15%: sono queste le principali considerazioni formulate dalla Commissione Ue nel rapporto sull'Italia che verrà pubblicato mercoledì 27 febbraio. Dal documento emergerebbe un giudizio negativo sulla situazione economica italiana perché, secondo la Commissione, gli interventi messi in campo dal governo italiano non sosterranno la crescita, ma aumenteranno il debito pubblico. 

Tra gli elementi che secondo la Commissione destano più preoccupazione c'è il calo degli investimenti, sia quelli nazionali che quelli provenienti dall'estero. E questo senza che all'orizzonte, osserva Bruxelles, ci siano azioni che facciano prevedere un'inversione del trend in atto. La misura più contestata dal documento è quella su Quota 100. La Commissione non crede al fatto che i pensionamenti anticipati possano favorire l'occupazione, specialmente in una fase di recessione. La crescita del deficit strutturale dovuta a questa misura – che va contro le raccomandazioni rivolte ripetutamente a tutti i Paesi, in questi ultimi anni, in materia di sostenibilità dei sistemi pensionistici nazionali – viene data per scontata.

Il giudizio tendenzialmente negativo è meno duro sul reddito di cittadinanza. In attesa di vedere come la misura sarà applicata, l'Ue in sostanza sospende il giudizio, limitandosi a indicare che l'intervento avrà un impatto sulla crescita dei consumi limitato a meno dello 0,2%. Nel rapporto vengono poi ribaditi i tradizionali problemi strutturali del nostro Paese, già evidenziati più volte dalle analisi dell'Ue: dalla lentezza del sistema giudiziario, ai punti deboli del sistema bancario, alla necessità di rilanciare l'efficienza della pubblica amministrazione e di facilitare l'accesso al credito.

La Commissione, a quanto si apprende, ha manifestato timori per gli eccessivi squilibri macroeconomici del nostro Paese: per il sesto anno consecutivo l'Italia sarebbe ai primi posti in questa speciale classifica assieme a Grecia e Cipro. A preoccupare la Ue è ancora una volta il nostro debito pubblico che non scenderà in modo significativo né quest'anno né il prossimo. C'è preoccupazione anche per le deboli prospettive economiche e le misure del governo che appesantiranno i conti. Ma un nuovo giudizio arriverà soltanto dopo le elezioni europee, e sarà basato sul Documento di economia e finanza che verrà varato ad aprile.