Decretone, il fondo per i lavoratori che vogliono “salvare” la loro azienda

Nella bozza all’emendamento del decretone anche le nuove tutele per i rider e la riduzione da tre a una mensilità di contribuzione nell’ultimo anno per avere diritto a indennità di malattia, maternità, congedi parentali e sussidio di disoccupazione

Il governo sta valutando in queste ore la creazione di un fondo ad hoc per i lavoratori che "salvano" le loro aziende in crisi, i cosiddetti workers buyout, cioè gli ex dipendenti di imprese «sottoposte a procedure concorsuali» che costituiscono cooperative per rilevare queste aziende in fallimento. Queste cooperative, si legge nella bozza di emendamento al decretone, avranno «diritto di prelazione per l'affitto o l'acquisto di aziende, rami di azienda o complessi di beni». A disposizione un milione di euro l'anno nel 2019 e nel 2020.

La legge che tutela i rider

Tra gli altri provvedimenti previsti arriva nell'emendamento la svolta, tanto attesa dalla categoria, sulle tutele per i rider. La stessa bozza include infatti anche una regolamentazione delle prestazioni dei fattorini che operano attraverso piattaforme digitali. Diversi gli interventi proposti per sciogliere il nodo del trattamento contrattuale e dei diritti dei pony express del terzo millennio:

  • il divieto della retribuzione «con il sistema del cottimo»
  • l'obbligo di assicurazione Inail
  • l'obbligo per le imprese del food delivery di fare almeno 6 ore di formazione sulla sicurezza
  • l'obbligo di fornire i dispositivi di protezione e di garantire la "sorveglianza sanitaria"

Le norme in arrivo

Già a inizio anno il governo aveva annunciato entro marzo le norme sui rider. La bozza del testo è molto più snella di quanto ipotizzato in un primo documento che il ministero del Lavoro aveva inviato alle parti. Peraltro, secondo quanto viene riferito, si starebbero ancora studiando i dettagli sul divieto di cottimo, anche per evitare rilievi di costituzionalità. Oltre a questo sono in revisione anchei ritocchi al Jobs Actperché l'attuale formulazione delle norme rischierebbe di coinvolgere anche altro oltre la consegna di pasti a domicilio organizzata via app.

Al momento la nuova norma prevede che si parli di lavoro subordinato in presenza di prestazioni di lavoro «prevalentemente personali, continuative e la cui organizzazione è predisposta dal committente» anche «attraverso il ricorso a piattaforme digitali» ma cancella il riferimento a «tempi e luogo di lavoro» della norma originaria. Ci sarebbe quindi il rischio di fare diventare «subordinati» anche altri «lavori personali e continuativi» che sono organizzati attraverso piattaforme digitali, come i servizi di car sharing.

L'emendamento al decreto in materia di lavoro, ancora da limare, conterrebbe inoltre più tutele per i collaboratori e le altre categorie iscritte alla gestione separata Inps: basterà una mensilità di contribuzione nell'ultimo anno, anziché le attuali tre, per beneficiare di indennità di malattia e ricovero ospedaliero, maternità e congedi parentali e disoccupazione. Nella bozza la relazione tecnica indica un ampliamento di circa il 20% dei beneficiari e di circa 5 mila lavoratori in più che avranno la disoccupazione.

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