«L’amministrazione Trump scheda i giornalisti che si occupano di migranti», lo scoop della Nbc

di Redazione

Alcuni reporter, oltre ad avvocati e presunti «istigatori» sono finiti nel mirino della polizia di confine americana. Alcuni sono stati arrestati in un’azione di dubbia legalità, altri seguiti e controllati

Il confine tra gli Stati Uniti e il Messico è sempre di più anche il confine (metaforico) tra uno stato di diritto e uno stato barbaro, dove non vengono tutelati i diritti dei cittadini e non esiste la libertà di stampa. Dopo la stigmatizzazione fisica dei migranti, gli abusi nei centri di accoglienza, la separazione dei genitori dai figli (anche di minori), l'amministrazione guidata da Donald Trump avrebbe cominciato anche a schedare i giornalisti che si occupano del tema, sottoponendoli a interrogatori, ovvero seguendoli e monitorando i loro contatti. Secondo il media americano NBC News, 21 di loro sarebbero stati anche arrestati.

Le schedature

Da tempo, ha spiegato la testata televisiva, i reporter e i giornalisti che si sono occupati dei disordini alla frontiera americana e della carovana proveniente dall'Honduras avevano l'impressione di essere schedati. «Ora, i documenti ottenuti dalla Nbc7 mostrano che i loro timori non erano infondati poiché il loro governo aveva inserito i loro nomi in un database segreto e gli agenti raccoglievano informazioni su di loro», a volte anche con segnali di allerta sui loro passaporti. Un portavoce degli agenti di frontiera ha detto alla Nbc «che i nomi nel database erano persone presenti durante gli scontri scoppiati alla frontiera lo scorso novembre» e che i giornalisti «sono stati monitorati solo per consentire all'agenzia di ottenere informazioni su cosa ha innescato le violenze».

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I fermati

I giornalisti fermati- la maggior parte americani – sarebbero stati arrestati il 9 gennaio 2019 mentre tentavano di raggiungere una carovana di migranti proveniente dell'Honduras. Erano già stati citati in una lista di 59 persone, stilata dal Dipartimento degli affari interni americano con la collaborazione dell'intelligence messicana, insieme ad altre persone definite «organizzatori» e «istigatori». Tra questi ci sarebbero 10 giornalisti, 7 dei quali cittadini americani.

Per il Customs and Border Protection (Cbp), l'organo di stato americano che si occupa della sicurezza dei confini, si tratta di una procedura che rientra nella prassi. I dossier e la lista sono stati stilati come parte di un'indagine avviata dopo un incidente avvenuto nel novembre 2018, quando alcuni migranti cercarono di forzare l'entrata negli Usa e il Cbp rispose con lanci di lacrimogeni.

Il Dipartimento affari interni

Secondo un ex-ufficiale del Department of Homeland Security, il dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti, si tratta però di un'azione che non è affatto routine: «Se è vero che la CBP ha la facoltà di interrogare chiunque passi il confine, deve esserci un ragionevole sospetto che la persona in questione sia coinvolta in un'attività criminale per essere imprigionata – sostiene -. Non si possono prendere di mira particolari individui in base al loro lavoro. Sarebbe molto inappropriato da un punto di vista legale».