La bimba non vaccinata può rimanere in classe. L’avvocato dei genitori indagati: «I miei clienti non sono no vax»

di Olga Bibus

La mamma e il papà di una bambina di tre anni avrebbero falsificato la data della certificazione vaccinale e per questo sono finiti sotto indagine. «I miei clienti non sono dei no vax», ci tiene a precisare Arveno Fumagalli, il legale della coppia

Potrà rimanere in classe la bambina di tre anni i cui genitori, Manuel e Rossella, sono indagati per aver falsificato i certificati vaccinali. La scuola, in provincia di Lecco, ha deciso di non chiuderle le porte, almeno finché l'agenzia di tutela della salute (Ats) non si pronuncerà sul caso. «Ha prevalso il buonsenso, sulla piazza folle dei social». È così che l'avvocato della famiglia Arveno Fumagalli commenta la vicenda e precisa a Open: «I miei clienti non sono dei no vax».

Il legale spiega infatti che l'indecisione della coppia di vaccinare la figlia è legata a una malattia della zia della bambina che ha subìto «un danno grave e permanente da vaccino», accertato da sentenze. «I miei clienti vogliono solo essere sicuri che vaccinare la figlia non è pericoloso, hanno paura che la patologia della sorella della mia cliente sia genetica e che quindi anche la figlia possa avere un qualche danno a causa dei vaccini». 

Avvocato, perché i genitori della bambina non vogliono vaccinare la figlia se secondo medici e scienziati i vaccini non causano malattie?
«La mia cliente ha visto sua sorella soffrire tutta la vita. In quel caso era stato provato da sentenze che la causa della malattia fosse il vaccino. Io non entro nel merito, non sono uno scienziato, ma sono un legale e credo nella magistratura. Io personalmente ho fatto vaccinare i miei figli, ma capisco la posizione di una mamma che teme per la propria figlia, considerata la situazione familiare in cui è cresciuta».

Quindi la donna ha deciso di non vaccinare sua figlia. Non pensa che così la sottopone a un rischio maggiore: quello di contrarre malattie?
«La mia cliente non ha mai detto che non vuole vaccinare sua figlia, vuole solo essere sicura che nella sua specifica situazione familiare la salute della piccola non venga compromessa. Quando è nata la bambina i miei clienti hanno chiesto all'autorità sanitaria di verificare se la figlia non avesse una sorta di "intolleranza" o "reazione allergica" alle sostanze che sono contenute nei vaccini».

E dall'Ats cosa hanno risposto?
«Non hanno mai dato una risposta, hanno detto solo che la bambina andava vaccinata senza fare esami o indagini. E ai miei clienti non basta. Vogliono che l'autorità sanitaria dica loro che nel caso specifico della figlia i vaccini non avranno conseguenze negative e allora la vaccineranno. Non sono dei no vax, dietro non ci sono ideologie. Anzi, loro si sono mossi per avere delle rassicurazioni sui vaccini molto prima della legge Lorenzin e dell'obbligatorietà proprio perché volevano vaccinare la bambina, ma non sapevano se nel suo caso specifico fosse sicuro».

La bimba non vaccinata può rimanere in classe. L'avvocato dei genitori indagati: «I miei clienti non sono no vax» foto 1

 Shutterstock | Foto generica di bambini a scuola

Quindi, siccome non hanno ricevuto una risposta sufficiente a convincerli a vaccinare la figlia, hanno deciso di falsificare il certificato?
«Assolutamente no. Non hanno presentato nessun certificato o autocertificato falso».

Allora perché sono indagati e la loro abitazione è stata perquisita anche dai Nas?
«C'è un'indagine in corso, non posso entrare in merito. Posso solo dire che c'è una discrepanza tra la data sulla lettera inviata dall'Ats per regolarizzare l'obbligo vaccinale e la data sul documento presentato a scuola».

La data sul documento però l'hanno scritta loro.
«Saranno i giudici a stabilire se si è trattato o meno di dichiarazioni false».

La scuola ha deciso di chiudere un occhio e la bimba continuerà a frequentare l'asilo nonostante non sia vaccinata.

«Sì, alla fine è prevalso il buonsenso sulla follia dei social, dove ho letto di ogni. A scuola hanno capito la complessità della situazione e hanno deciso di prorogare i termini almeno finché l'Ats non si pronuncerà sulla vicenda».

Non pensa che questo crei un precedente? Altri genitori potrebbero tirare in causa questa vicenda per ottenere proroghe
«Io penso che ogni caso è a sé. Ogni situazione deve essere contestualizzata, quindi questa situazione non può creare un precedente».

I genitori non si sono preoccupati che, mandando la loro bambina non vaccinata a scuola, mettono a rischio la salute degli altri bambini?
«Assolutamente sì, ma nella scuola c'è una copertura vaccinale sopra la media. Ci siamo informati. Il regolamento prevede massimo un bambino non vaccinato per classe, e così è. In più, nella classe della bambina non ci sono bimbi immunodepressi. Quindi non è messa in pericolo la salute di nessuno».

Come hanno preso i genitori gli attacchi sui social dopo la notizia dell'indagine?
«Non mi risulta siano arrivate minacce o insulti gravi. Non credo siano preoccupati dal chiacchiericcio sui social. Io ho letto in giro tantissime falsità sulla vicenda, ma credo che Umberto Eco avesse ragione: "I social media hanno dato diritto di parola a legioni di imbecilli"».