Spagna, proposta Pp per le donne immigrate incinte: «Non abortite, dateli in adozione»

Il PP, una delle maggiori forze di opposizione, ha proposto una controversa legge che prevede per le donne immigrate un ritardo delle pratiche di espulsione se decidono di dare i loro neonati in adozione

Una proposta di legge del Partido Popular (PP) sta facendo molto discutere in Spagna, dove il 28 aprile si terranno le elezioni anticipate. Il partito di centrodestra, ora all'opposizione, vorrebbe posticipare l'espulsione delle donne immigrate in gravidanza e prive di documenti, a patto che decidano di dare i loro figli in adozione. Secondo il leader del partito, Pablo Casado, espellere le madri, trattenendo i figli in Spagna, potrebbe aiutare il Paese a risolvere il problema del calo demografico.

E non è tutto qui. Casado ha detto più volte di essere favorevole a ripristinare la legge sull'aborto del 1985 che prevedeva una depenalizzazione solo in caso di stupro. Nel 2010 il governo Zapatero aveva adottato una legislazione più moderna, che ancora oggi consente di abortire durante il primo trimestre di gravidanza.

Secondo il leader del partito popolare, nel Paese iberico ci sarebbe una diffusa cultura abortista che avrebbe penalizzato la natalità: ad abortire di più sarebbero proprio le donne immigrate, che non hanno sufficienti risorse economiche per garantire una vita dignitosa ai loro bambini.

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ANSA |Pablo Casado protesta contro il primo ministro Sanchez per chiedere elezioni anticipate

«L'adozione non sarà un motivo di protezione per mantenere le donne irregolari nel Paese»

La proposta di adozione in forma anonima, secondo il partito, tutelerebbe le donne incinta senza documenti, che non sarebbero espulse subito dopo il parto: «Sarebbe un'atrocità utilizzare i dati che verranno raccolti in caso di adozione come giustificazione per facilitare l'espulsione della donna», spiegano dal partito. Allo stesso tempo, «l'adozione non sarà un motivo di protezione per mantenere le donne irregolari nel Paese».

Il partito popolare ha chiarito che le mamme godranno degli stessi diritti delle "gestanti regolari" ma, nel caso fossero intercettate dalla polizia dopo aver partorito, potranno essere rimpatriate. Secondo El Pais, le premesse del PP sarebbero false: «In Spagna non esiste questo scambio di dati per cui una donna che inizia il processo di adozione debba temere l’espulsione». Inoltre l'articolo 18 della Costituzione garantisce il diritto all'intimità personale e familiare a tutte le donne, siano esse spagnole o straniere.