Incendio nella nuova tendopoli di San Ferdinando: morto un migrante

di Redazione

Il fuoco è divampato nella nuova struttura, dove i migranti sono stati portati in seguito allo sgombero di quella precedente dove avevano perso la vita nei roghi altri tre migranti

Un altro incendio, un altro morto a San Ferdinando, terra di braccianti e caporalato nella piana di Gioia Tauro, in Calabria. Questa volta nella nuova tendopoli, allestita dopo lo sgombero di quella vecchia, avvenuto all'inizio di marzo. Il fuoco ha ucciso un migrante, un giovane senegalese di 32 anni, Sylla Naumo. Secondo una prima ricostruzione, l'incendio si è sviluppato in una tenda da sei posti, in un angolo occupato da alcuni cavi elettrici. 

La nuova struttura, gestita in precedenza dal Comune e affidata ora alla Caritas, è vigilata e attrezzata con servizi igenici e sanitari. All'inizio di marzo, è stata ampliata per consentire il trasferimento di una parte dei migranti che viveva nella baraccopoli fatiscente - che era arrivata a ospitare fino a 2mila migranti -  in cui altre tre persone erano morte in tre diversi incendi.

Le reazioni

«Speravamo di non dover più raccontare episodi come questi ma purtroppo è accaduto ancora». ha commentato il sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi, durante un sopralluogo nella nuova tendopoli, gestita dalla Caritas, «Le cause del rogo non sono ancora chiare – ha spiegato -. Siamo in attesa di capire come sono andati i fatti. Certo è che è accaduto quello che non doveva accadere». Il prefetto di Reggio Calabria ha riunito subito il Comitato per la Sicurezza, insieme al procuratore di Palmi.

«Siamo addolorati per la morte di una persona a San Ferdinando – ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini -. Se fosse successo nella baraccopoli abusiva il bilancio poteva essere ben più pesante». «Teniamo alta l'attenzione – ha proseguito Salvini -, al Comune di San Ferdinando abbiamo riconosciuto 350mila euro per gestire la situazione post-sgombero. L''auspicio è incrementare sempre di più controlli, legalità e assistenza per evitare sfruttamento, degrado e tragedie" conclude Salvini. 

Incendio nella nuova tendopoli di San Ferdinando: morto un migrante foto 1

Quattro incendi in un anno

La nuova struttura ospita 840 migranti e dista pochi metri da quella vecchia, dove nell'ultimo anno tre migranti sono morti in altrettanti incendi. Il 27 gennaio 2018 è morta Becky Moses, vittima di un incendio doloso appiccato da un'altra donna nella vecchia baraccopoli. Il 2 dicembre dello scorso anno ha perso la vita il diciottenne Suruwa Jaiteh, anche lui morto per un incendio fra le baracche.

Il 15 febbraio scorso, il terzo rogo nella baraccopoli durante il quale è morto al Ba Moussa, 28 anni, di origine senegalese. Dopo quell'incendio il ministro dell'Interno Salvini aveva ordinato lo sgombero. Le baracche sono state sgomberate lo scorso 6 marzo e smantellate l'8 marzo. Molti dei migranti di quella baraccopoli ora hanno lasciato la Calabria, altri sono stati sistemati nella vicina tendopoli allestita dalla Regione Calabria, dove ora l'incendio in una delle tende a norma ha fatto la quarta vittima.