Trovato Bisfenolo in due cartoni della pizza su tre?

Una recente analisi condotta da una rivista per i consumatori è stata fatta passare da alcuni come uno «studio scientifico» che dimostrerebbe una contaminazione riguardante due casi su tre. Basta leggere cosa riportano gli autori per capire che non è il caso di fare allarmismo

Il bisfenolo A (Bpa) è una sostanza utilizzata di solito in combinazione con altre nella produzione di plastiche e resine, la possiamo trovare nei contenitori per alimenti, nei biberon e negli imballaggi. Alcuni residui della sostanza si possono trovare anche nelle lattine e nei barattoli. Il Bpa può effettivamente migrare dal contenitore all’alimento che conserva in piccole quantità.

L’Efsa (European food safety authority) tiene sotto controllo questa sostanza con verifiche continue, l’ultima annunciata nel dicembre 2017 riguarda un protocollo scientifico per rivalutare i rischi del Bpa, definendone la portata e le metodologie da seguire per informare correttamente i cittadini.

Il Bpa è un «interferente endocrino», come tale in certe quantità sarebbe quindi in grado di alterare lo sviluppo del sistema ormonale, con effetti negativi anche sulla fertilità. Oltre a questo sarebbe un fattore di rischio per altre patologie, come il cancro al seno e alla prostata, il diabete e diverse cardiopatie. Questo pericolo però non sussiste, né in Europa né negli Stati Uniti dove la sostanza viene tenuta sotto controllo ogni anno.

Le analisi della rivista «Salvagente»

Intanto la rivista Salvagente (periodico dedicato ai diritti dei consumatori) ha condotto delle analisi sui cartoni della pizza. Sono stati presi in esame tre cartoni (secondo altre fonti che riportano la notizia si riferirebbero a «marche di cartoni») e due di questi risulterebbero con valori oltre la soglia consentita per i contenitori in plastica, che è stata aggiornata dal Parlamento europeo nel 2018, portandola, come riporta Salvagente, da 600 a 50 ppb (parti per miliardo: 1 ppb corrisponde a 1 microgrammo per litro).

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