New Orleans si scusa per il linciaggio degli italiani del 1891, causato da una fake news

di Juanne Pili

Undici italiani vennero linciati dalla folla perché ritenuti colpevoli dell’omicidio del capo della polizia. Oggi la città americana chiede ufficialmente scusa

Fu il più grave episodio di linciaggio della storia americana. Undici immigrati tirati fuori a forza dal carcere in cui erano stati ingiustamente chiusi per una falsa notizia divulgata per sobillare la folla contro di loro. Ed erano tutti italiani. Il sindaco di New Orleans LaToya Cantrell il prossimo 12 aprile presenterà pubbliche scuse alla comunità italo-americana della città per quel linciaggio subito da 11 italiani il 14 marzo 1891, causato dall’odio verso gli stranieri.

Gli italiani erano stati additati come colpevoli dell’omicidio del capo della polizia, senza che nessun indizio portasse a loro, ma solo per il pregiudizio che a quel tempo gravava sugli immigrati, in special modo quelli italiani, che costituivano una comunità numerosa. Oggi la città ha incaricato Vincenzo Pasquantonio – capo della Commissione per le relazioni umane – di rilasciare un documento pubblico, per il 12 aprile, come confermato da un portavoce del sindaco: «Il nostro ufficio ha lavorato con la comunità italo-americana su questo tema e rilascerà un proclama».

Facevano lavori che gli americani non volevano fare

Fin dalla fine della Guerra civile nel 1865, gli immigrati italiani si erano rivelati particolarmente utili per sostituire gli ex schiavi neri nello svolgere una serie di lavori che gli americani non hanno mai voluto fare. New Orleans, città sudista che fu teatro della fase decisiva del conflitto, fu oggetto nel Dopoguerra delle conseguenze economiche e sociali della fine della schiavitù e del trionfo del Nord industriale.

In questa fase critica i cittadini più poveri del Sud, che subirono maggiormente le conseguenze della sconfitta, si sentivano minacciati dall’arrivo di nuove comunità di immigrati, soprattutto gli italiani. Nessuno li percepiva come persone che venivano in America solo per lavorare, al contrario l'idea dominante era che oltre a rubare il pane ai «veri americani», fossero anche portatori di criminalità. 

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La prima pagina del "Il secolo illustrato" del 12 aprile 1891

Il verdetto del popolo sovrano: morte agli italiani

Così accadde nel 1890, quando il capo della polizia David Hennessy fu ucciso in un'imboscata. Nei giorni successivi fu creata ad arte la notizia che in punto di morte Hennessy avesse detto che a compiere l'azione erano stati degli immigrati italiani. Questo consentì  l’arresto di centinaia di uomini della comunità italiana di New Orleans, che all’epoca contava circa 30 mila componenti.

Nel febbraio 1891 vennero incriminati 19 italiani, di cui solo 9 sottoposti a processo. Il mese dopo nessuno verrà riconosciuto colpevole: sei assolti, per gli altri tre la giuria non riuscì ad emettere un verdetto. L’assoluzione provocò un'ondata di indignazione della gente. La folla prese d’assalto il carcere della città linciando undici italiani: otto di loro erano già  cittadini americani.   

Oggi sappiamo dallo studio della corrispondenza dei funzionari che il linciaggio avvenne con la complicità delle autorità locali, interessate forse a mantenere il consenso della cittadinanza, anche a costo di far massacrare degli innocenti. Nel 1892 il Governo americano pagò 25 mila dollari di risarcimento alle famiglie delle vittime. Ci è voluto molto più di un secolo invece per arrivare alle scuse.