Candreva pagherà la retta della mensa a tutti i bambini morosi di Minerbe

Lo ha annunciato in un’intervista a Repubblica il sindaco del paesino in provincia di Verona. Il caso era scoppiato dopo che a una bambina, non in regola con in pagamenti, era stato dato un pranzo a base di tonno e cracker

A pranzo tonno e cracker, perché i genitori, entrambi stranieri, non erano in regola con i pagamenti della mensa. È successo a una bambina delle elementari a Minerbe, in provincia di Verona.

Ma la storia si è conclusa con un lieto fine: il centrocampista dell'Inter e della Nazionale, Antonio Candreva, si è offerto di pagare la retta per tutto l'anno. Non solo alla bambina, ma anche a tutte le altre famiglie morose del piccolo comune in provincia di Verona.

L'annuncio lo ha dato il sindaco di Minerbe in un'intervista a la Repubblica: «Ci sono più di 30 persone al giorno che non pagano su 200. Capirà che è un costo», dice il leghista Andrea Girardi. Enrico Ferro, il giornalista che l'ha intervistato, lo incalza: «Certo, ci vuole un cuore di pietra per dare come pasto tonno e cracker a una bambina di otto anni».

Il sindaco si difende così: «Sa quante volte abbiamo proposto alternative a quella famiglia? Gli abbiamo chiesto anche di lavorare per i nostri servizi sociali ma si sono sempre rifiutati. Li abbiamo contattati più volte ma le risposte sono state poche».

L'episodio, accaduto pochi giorni fa, è stato denunciato dal quotidiano di Verona L'Arena e ha sollevato molte polemiche. Non solo da parte della politica, ma anche di associazioni che si occupano di tutelare i bambini, come Save The Children.

«Questi comportamenti – ha detto Raffaela Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa della ong – producono un impatto estremamente negativo sul piano educativo non solo nei confronti dei bambini colpiti, ma di tutto il gruppo classe. È intollerabile rivalersi sui bambini, ai quali devono sempre essere garantiti i servizi scolastici necessari per godere del diritto all'istruzione e alla salute».

Il sindaco del paese ha detto di aver concordato la scelta con i gestori della mensa, perché nonostante numerosi solleciti la famiglia non aveva ancora potuto provvedere al pagamento. Un episodio del genere, a Minerbe, era già avvenuto alla fine del 2018: allora furono le insegnanti a rinunciare al pasto per darlo ai bambini indigenti.

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