Obiezione di coscienza contro la pistola. La protesta contro le armi dei vigili urbani di Trieste

Il sindacato denuncia che il personale della polizia municipale triestina sia già sottodimensionato e questa misura non farebbe altro che ridurlo ulteriormente. Il vicesindaco Polidori rassicura: «Tutti gli agenti dovranno comunque fare il corso per l’uso delle armi, ma non tutti saranno dotati di pistola».

Alcuni agenti della polizia locale di Trieste non vogliono la pistola. Sono 19 su 220: 15 hanno fatto richiesta di trasferimento dopo l'approvazione della delibera comunale che li obbligava a dotarsi di un'arma, 4 si sono dichiarati obiettori di coscienza, dice il quotidiano locale Il Piccolo.

Parliamo di una minoranza, ma a pochi giorni dall'approvazione della legge sulla legittima difesa e dalla presentazione di una proposta di legge – poi cassata – che avrebbe facilitato l'acquisto delle armi, anche una minoranza fa notizia.

La posizione dei sindacati dei vigili urbani

Nei mesi scorsi i sindacati avevano espresso perplessità sulla delibera e avevano denunciato di non essere stati consultati: «Ce ne siamo accorti quando un collega è stato incaricato di trovare un luogo dove depositare le armi», sostengono alcuni esponenti delle tre sigle sindacali.

Serena Miniussi della Cgil denuncia: «Siamo sotto organico rispetto alle funzioni in essere. Essendoci molta incertezza sul futuro, sarebbe opportuno anche indire al più presto un concorso visto che il personale è già sottodimensionato. C'è il rischio che in molti scelgano di non fare il servizio armato, riducendo ulteriormente l'organico in servizio».

Obiezione di coscienza contro la pistola. La protesta contro le armi dei vigili urbani di Trieste foto 1

Il Piccolo | La banda della Polizia Locale di Trieste

La maggioranza dei vigili – dicono i sindacati – è stata assunta mediante un concorso, e non era previsto dovessero usare le arm. «Sappiamo che arriveranno 100 armi – dice Walter Giani della Cisl funzione pubblica – ma non sappiamo che fine faranno i vigili che decideranno di non accettare di usare le armi, e ciò condiziona profondamente chi dovrà decidere se chiedere il trasferimento entro il 24 maggio».

La posizione del vicesindaco Paolo Polidori

La delibera era stata portata in aula dal vicesindaco con delega alla Sicurezza di Trieste Paolo Polidori (Lega), salito alle cronache per aver gettato la coperta di un clochard nel gennaio 2019. Polidori ha difeso la misura adottata dal Comune.

«Chi sceglierà di non avere l'arma – rassicura – potrebbe essere assegnato ad altri uffici amministrativi, senza ripercussioni economiche. Tutti gli agenti dovranno comunque fare il corso per l'uso delle armi, ma non tutti saranno dotati di pistola».