Patuanelli (M5S): «Quando Siri avrà chiarito tutto sarà riaccolto come sottosegretario nel governo»

di Francesca Martelli

Il presidente del Consiglio Conte chiederà chiarimenti all’esponente leghista. Il Movimento 5 Stelle parla di «goffa ripicca» da parte degli alleati di governo di assimilare l’esposto contro Raggi all’indagine a carico di Armando Siri

Lo scontro sui casi Raggi e Siri continua a produrre una serie di dichiarazioni incrociate tra Lega e 5 Stelle. «Il problema è l'accusa di corruzione, non stiamo usando due pesi e due misure. Siri è accusato di un reato gravissimo, la corruzione» dice il capogruppo al Senato M5S Stefano Patuanelli.

«Bene ha fatto Toninelli a togliergli le deleghe al ministero delle Infrastrutture. Quando avrà chiarito tutto sarà riaccolto nella squadra dei sottosegretari del governo».

L'esponente 5 Stelle ricorda l'espulsione del presidente del consiglio comunale di Roma, Marcello De Vito, dal Movimento 5 Stelle senza passare dal collegio dei probiviri (l'organo di contro interno dei 5 Stelle). De Vito è indagato per corruzione, come il sottosegretario leghista.

«La richiesta di dimissioni del sindaco Raggi (a seguito dell'esposto presentato in procura dall'ex manager Ama, ndr) è una goffa ripicca. Goffa perché non c'è nessuna notizia di indagine in corso mentre nei confronti di Siri sembra esserci la mafia di mezzo, non scherziamo», si legge in una nota del Movimento 5 Stelle.

Dopo che il ministro delle Infrastrutture Toninelli ha comunicato il ritiro delle deleghe al leghista Siri, è intervenuto sul tema anche il presidente del Consiglio Conte: «Come premier avverto il dovere di parlare col diretto interessato, chiederò a lui chiarimenti e all'esito di questo confronto valuteremo».