«90.000!» «No 500.000!» Ora Lega e M5S litigano anche sul numero dei migranti irregolari

Per il ministro dell’Interno sarebbero solo 90mila. Ma fonti del Movimento 5 Stelle smentiscono: «Sono 500.000mila, l’ha scritto lui nel Contratto di governo»

Sono passate solo poche ore dal tesissimo consiglio dei ministri di ieri, 23 aprile, che ha visto lo scontro fra Lega e 5 Stelle sul tema del cosiddetto Salva Roma uscire dalla polemica pubblica ed entrare prepotentemente nelle stanze del potere e già si apre un nuovo fronte: il tema torna a essere quello dell’immigrazione e in particolare quello del numero degli irregolari presenti sul territorio nazionale.

Matteo Salvini, durante la conferenza stampa al termine del vertice sui migranti al Viminale, aveva smentito che in Italia ci fosse quasi mezzo milione di clandestini: «Il numero massimo stimabile» di migranti irregolari presenti in Italia dal 2015 è di 90mila persone e non di 500-600mila come sostenuto fino ad oggi».

«Dal 2015 – ha spiegato il ministro dell’Interno – sono sbarcati 478mila migranti: 268mila hanno lasciato l’Italia e sono presenze certificate in Paesi Uee altri 119mila sono in accoglienza in Italia». Quelli di cui non c’è traccia sono 90mila: «Un numero molto più basso rispetto a quanto qualcuno va narrando in questi giorni».

Matteo Salvini durante la conferenza stampa che ha seguito il vertice sull’immigrazione del 24 aprile VideoAgenziaVista/ Alexander Jakhnagiev

Ma i 5 Stelle non ci stanno. Fonti interne al Movimento fanno sapere: «Sorprendono le parole del ministro dell’Interno Matteo Salvini sui 90mila irregolari in Italia visto che fu proprio lui a scrivere nel contratto di governo il numero di 500mila irregolari. Che tra l’altro è il numero reale – specificano i 5 Stelle – confermato da molte organizzazioni. Non capiamo il senso di dover anche smentire ciò che è riportato nel contratto di governo, forse perché sui rimpatri ancora non è stato fatto nulla?»

A pagina 27 del Contratto di governo si legge infatti: «ad oggi sarebbero circa 500mila i migranti irregolari presenti sul nostro territorio e, pertanto, una serie politica dei rimpatri risulta indifferibile e prioritaria». Il tema caldo è appunto quello dei costosissimi rimpatri che il governo fatica a mettere in moto:un tema centrale della campagna elettorale della Lega la cui attuazione si rivela però complicata.

Potrebbe essere proprio la difficoltà riscontrata dal vicepremier leghista a organizzare i voli di ritorno dei migranti verso i Paesi d’origine ad aver spinto Salvini a ridimensionare in qualche modo la cifra degli irregolari presenti in Italia.

Ma i 5 Stelle non sembrano essere disposti in questa fase a fare da sponda alla Lega sul tema. Oggi Luigi Di Maio ha chiesto uno stop alle polemiche. Ogni giorno però si aprire una nuova fronda: e soprattutto nel mirino polemico quotidiano delle due forze di governo non sembrano più esserci le opposizioni che hanno guidato in passato il Paese, ma gli stessi alleati nell’esecutivo.