Morbillo, l’Italia è quinta tra i Paesi ricchi per il numero dei bimbi non vaccinati

di Redazione

I dati sul morbillo dell’Unicef mostrano come la disinformazione sia riuscita a far registrare passi indietro nei piani vaccinali in tutto il mondo. Nel mondo 20 milioni di bambini all’anno disertano le vaccinazioni contro il morbillo

Come ogni anno sul finire di aprile entriamo nella Settimana mondiale delle vaccinazioni, promossa dall’Unicef con l’hashtag #VaccinesWork che in Italiano è stato adattato in «I vaccini? Funzionano!». Nonostante fino al 2017 siano stati registrati risultati positivi con oltre 116 milioni di bambini vaccinati, continuiamo a restare indietro nelle coperture contro malattie come la rosolia e il morbillo. 

Una malattia che si supponeva sotto controllo

I nuovi dati sul morbillo pubblicati dall’agenzia dell’Onu per l’infanzia non sono per niente rassicuranti. In media ogni anno sono 20 milioni i bambini che non ricevono il vaccino: circa 169 milioni in tutto dal 2010 al 2017. Le conseguenze non si sono fatte attendere, ne sanno qualcosa a New York dove la propaganda no-vax ha preso anche una connotazione religiosa, costringendo l’amministrazione pubblica a prendere misure di sicurezza anche al di fuori delle scuole.

A fronte degli importanti progressi fatti nel campo delle campagne vaccinali, questa marcia indietro ha portato il morbillo dall’essere considerato sotto controllo nel 2000 a ripresentarsi, creando emergenze sanitarie, con 314 casi accertati solo quest’anno. In tutto il mondo secondo l’Unicef «si stima che 110 mila persone, la maggior parte delle quali bambini, siano morte di morbillo nel 2017, un aumento del 22% rispetto all'anno precedente».

Disinformazione e strutture inadeguate

Nei paesi in via di sviluppo alla disinformazione si aggiunge anche il mancato acceso ai richiami: infatti occorre somministrare due dosi del vaccino contro il morbillo perché questo sia pienamente efficace, cosa che viene spesso a mancare in diverse regioni povere del mondo, a causa di strutture sanitarie inadeguate. L’Oms raccomanda una copertura globale del 95%, cosa che per la seconda dose di vaccino non raggiungiamo affatto, fermandoci al 67%. Ragione per cui l’Organizzazione mondiale della sanità aveva già lanciato un allarme, indicando la riluttanza a considerare i vaccini tra le principali minacce da affrontare.

Anche per quanto riguarda la prima dose di vaccino la situazione è preoccupante, lo si riscontra persino nei paesi occidentali. L’Unicef ha stilato una classifica relativa al periodo 2010-2017, dove al primo posto troviamo gli Stati Uniti con oltre 2,5 milioni di non vaccinati, l’Italia è al quinto posto con 435 mila, superata da Regno Unito (527 mila) e Francia (608 mila).