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Extinction Rebellion: la gallery

di Riccardo Liberatore

Il 25 aprile si sono conclusi dieci giorni di manifestazioni internazionali del giovanissimo movimento ambientalista Extinction Rebellion, nato a ottobre 2018 a Londra, ma presente in diversi angoli del mondo e – per il momento almeno – chiacchieratissimo. Con più di mille  persone arrestate per atti di disobbedienza civile a Londra, la prossima manifestazione è già programmata per questo sabato. E in Italia?

L'arresto di Farhana Yamin il 16 aprile è stato uno dei momenti più memorabili, forse anche tra i più significativi dei 10 giorni di proteste portate avanti a Londra da Extinction Rebellion, il movimento ambientalista che in pochi mesi è riuscito ad arrivare in cima alla protesta climatica nel Regno Unito. Yamin ha una lunga e prestigiosa carriera come avvocato alle spalle. Il 16 aprile però, sotto gli occhi di suoi marito e di suo figlio, ha incollato le proprie mani sul pavimento davanti agli uffici londinesi di Shell. Ed è stata arrestata. 

La differenza tra Extinction Rebellion e altri movimenti ambientalisti come Fridays for Future non è solo una questione di tattica. Per i primi, le emissioni di gas serra sono soltanto la punta dell'iceberg. L'iceberg è la sesta estinzione di massa, il crollo nella biodiversità nel mondo dovuto all'opera dell'uomo – dal 1900 a oggi la popolazione di circa metà dei mammiferi terrestri si è ridotta dell'80%. -, le modalità estrattive del nostro sistema di produzione economica, di cui le emissioni di gas serra sono soltanto una conseguenza.

In comune hanno invece la ricerca del palcoscenico mediatico per guadagnarsi uno spazio nella coscienza collettiva e quindi anche nella politica. I Fridays for Future hanno Greta Thunberg e gli scioperi settimanali, ogni venerdì. Extinction Rebellion invece punta alla disobbedienza civile, fatta anche di proteste imprevedibili e spettacolari. Come può essere la decisione di spogliarsi nelle tribune per il pubblico nella Camera dei deputati. O il fatto di bloccare il traffico in alcuni punti nevralgici della città, o ancora di 'incollarsi' fuori dalla Borsa di Londra, come hanno fatto altri attivisti in settimana, o fuori dalla sede della Shell, appunto. 

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La manifestazione alla Camera dei Comuni il 5 aprile

Per gli ambientalisti inglesi questa strategia sta portando dei frutti. Prima di tutto sono riusciti a guadagnarsi un posto nei media nazionali (e internazionali) per dieci giorni di fila. Sono riusciti anche nell'impresa di risvegliare, momentaneamente, una Westminster stordita dalla Brexit, costringendo, con l'aiuto di Greta Thunberg arrivata a Londra dopo il tour italiano, deputati di ogni colore politico a parlare nuovamente di cambiamento climatico.

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Ansa |La cerimonia di chiusura delle manifestazioni a Hyde Park il 25 aprile

Ma soprattutto sono riusciti a coinvolgere migliaia di nuovi attivisti nel mondo. Infatti le proteste sono partite da Londra ma sono arrivate in India, in Australia e Nuova Zelanda, in Irlanda, in Belgio e nei Paesi Bassi. Non male per un movimento nato nel dicembere del 2018. 

In Italia, il movimento, battezzato a novembre 2018, è più piccolo. La pagina Facebook conta circa 4 mila 700 like. Secondo il coordinatore nazionale Marco Bertaglia gli attivisti che partecipano regolarmente al movimento sono qualche centinaio. Ma l'effetto Londra si è già fatto notare: «Noi in Italia dobbiamo andare verso queste azioni di disobbedienza civile forte – continua Bertaglia raggiunto al telefono da Open.- Le nostre azioni per il momento sono rimaste molto più contenute, principalmente di sensibilizzazione perché stiamo crescendo come movimento in Italia. Siamo già un po' più forti per effetto della risonanza che sta avendo a livello internazionale». 

Non è esclusa una collaborazione con Fridays For Future, ma il movimento è fermamente apolitico. O forse è meglio dire anti-politico, visto che rimangono ancorati all'ideale dell'autogestione tramite la creazione di assemblee e comitati locali. «Il modello di Extinction Rebellion che stiamo adottando è quello di fare delle presentazioni pubbliche – ce ne sarà una importante a Milano il 15 maggio, ce ne sarà un'altra sabato 27 aprile al collettivo Macao, sempre a Milano – e piccole azioni che fanno vedere la presenza sul territorio e ci danno visibilità».

Nessun desiderio di collaborare con le istituzioni nazionali a soluzioni condivise e, per il momento, nessuno arresto per atti di disobbedienza civile. Come recita il murales di Bansky dedicato agli attivisti: «Finita l'epoca della disperazione, inizia quella della tattica».