Pensionato morto a Manduria: forse fatale un’ulcera gastrica perforante

di Redazione

A comunicarlo, in via ufficiosa, è stato l’avvocato di uno dei 12 minorenni appartenenti al branco che avrebbe perseguitato e seviziato il pensionato 66enne

Antonio Stano, il pensionato 66enne morto dopo 18 giorni di ospedale, sarebbe deceduto a causa di un’ulcera gastrica perforante. A rivelarlo è Dario Blandamura, avvocato di uno dei 12 minorenni appartenenti al branco di 14 giovani che ha perseguitato, seviziato, insultato ripetutamente il pensionato affetto da problemi psichici a Manduria, in provincia di Taranto.

La morte di Stano potrebbe essere stata causata da un'ulcera peptica

Sul corpo di Stano, secondo indiscrezioni dei risultati dell'autopsia (che dovranno essere depositati ufficialmente entro 60 giorni presso la Procura), non sarebbero presenti segni di lesioni esterne. Sarebbero invece presenti segni di ulcera peptica perforante, una complicazione di una lesione gastrica non trattata, una condizione patologica che potrebbe essere stata alimentata dall’eccessivo stress psicologico a cui sarebbe stato sottoposto l’uomo durante gli anni delle persecuzioni e delle vessazioni da parte dei giovani di Manduria. 

Le accuse nei confronti del branco

«Sono diversi i ragazzi che da anni lo avevano preso di mira» conferma infatti la procuratrice della Repubblica del Tribunale dei Minori Pina Montanaro. Per i giovani si ipotizzano i reati di omicidio preterintenzionale, stalking, lesioni personali, rapina, violazione di domicilio e danneggiamento. 

«Credo che occorrerà rimodulare il quadro complessivo – spiega l’avvocato a La Gazzetta del Mezzogiorno – perché la causa della morte pare sia un’ulcera gastrica perforante». Le indagini, tuttavia, proseguono ugualmente per approfondire e chiarire quali siano le responsabilità dei 14 giovani nei confronti di Antonio Stano, analizzando i video scambiati su WhatsApp, messaggi di derisione in chat e interrogando amici e conoscenti del gruppo. 

La “Marcia per la civiltà” a Manduria

Gli abitanti della città di Manduria, intanto, sono finiti tutti al centro delle polemiche nazionali per il muro di omertà, la cui rottura avrebbe forse salvato il 66enne dalle sevizie dei giovani. I vicini di casa dell’uomo, però, non ci stanno e ribadiscono di aver presentato denuncia presso le autorità più volte, l’ultima in data 3 aprile, segnalando che l’uomo fosse costantemente bersaglio di vessazioni, insulti e attacchi nella sua casa. 

Nel frattempo, la Pro Loco di Manduria, ha organizzato per sabato 4 maggio una “Marcia per la civiltà” in ricordo dell’uomo e per sensibilizzare i cittadini sul tema della discriminazione, specialmente i ragazzi delle scuole. 

Foto copertina: Ansa | Antonio Stano