Regionali in Piemonte, fuori Casapound: solo due firme a fronte di 1500

«È ingiusto, questa è una interpretazione di parte», ha affermato Massimiliano Panero, fondatore di Destre Unite e candidato capolista 

Alla fine i programmi di CasaPound per le elezioni regionali del Piemonte sono andati in fumo. Il partito di estrema destra ha presentato la lista con sole due firme, a fronte delle 1500 minime richieste dal regolamento.

A deciderne l’esclusione è stata la Corte d’Appello di Torino. CasaPound aveva scelto di scendere in campo insieme ad Azzurri Italiani con la sigla Destre Unite, e di presentare come capolista il fondatore della sigla, Massimiliano Panero.

In un post su Facebook, Panareo ha affermato di essere pronto a ricorrere al Tar. «È ingiusto, questa è una interpretazione di parte», ha lamentato l’ormai ex candidato. Pochi giorni fa aveva spiegato i motivi che li avevano spinti a sottovalutare la questione delle firme: «Nelle elezioni 2014 abbiamo ottenuto l’elezione del candidato presidente Gilberto Pichetto, risultato eletto non nel listino regionale bensì dalla somma delle componenti della coalizione. Ecco il motivo per cui non è necessario portare tutte le firme».

Quando Re Leonida guidò i suoi verso le Termopili non lo fece per difendere rendite di posizione o per trattare…

Posted by Massimiliano Panero on Sunday, April 28, 2019

In corsa restano dunque Sergio Chiamparino (centrosinistra), Alberto Cirio (centrodestra), Giorgio Bertola (M5S) e Valter Boero (Popolo della famiglia, il partito di Mario Adinolfi).

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